Blog Bau

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Via ai divieti!

31 agosto 2010
 

divieti cani

Buone notizie per lo shopping a quattro zampe: pare che sia finita l’era dei divieti e finalmente anche noi cani possiamo dedicarci allo shopping o almeno a mettere il muso tra meravigliosi scaffali di scarpe, vestiti, profumi e salumi… tra i libri già ci lasciavano entrare, almeno qui a Milano, ma chissà nei supermercati, di solito siamo tutti legati ad una sbarra…  Una ricerca realizzata dai volontari di AIDAA (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente) su 3500 negozi di varie tipologie e 500 supermercati in tutta Italia, dice che i negozi che permettono l’accesso ai cani sono aumentati del 76% rispetto a 5 anni fà. Nel 2005, su 3500 negozi di varie tipologie il divieto di accesso ai cani era esteso a 2600 negozi, alimentari e quasi tutti i bar, ed anche nei negozi di abbigliamento, arredamento e addirittura in cartolerie. Ora la situazione è migliorata: da un controllo effettuato sullo stesso numero di negozi nelle maggiori località turistiche e città, i negozi che mantengono il divieto di accesso ai cani sono solamente 694 (soprattutto negozi di alimentari). Le città dove è ancora forte il divieto di shopping con cani al seguito sono Roma, Venezia e Firenze, va meglio nel resto d’Italia. Nei centri commerciali e supermercati, su 500 visti da AIDAA (cinque anni fa il divieto di accesso era praticamente totale) sono ora 206 quelli che lasciano entrare i cani.

Nel frattempo, cani e padroni su Facebook si sono organizzati: anche noi facciamo parte del gruppo NO DOG NO SHOPPING creato dal nostro veterinario Nando Asnaghi, che ci fa un po’ paura ma ci ama molto! Grazie da Lou, Mina, Ugo e gli altri!

(da Corriere della Sera 30 agosto 2010)
Foto Claudio Sforza

8 cani per un matrimonio

23 agosto 2010
 

VanityFair

Al matrimonio di Robbie Williams e Ayda Field che si è svolto il 7 agosto sull’isola di Santa Catalina, Los Angeles, le sorprese non sono mancate. L’ingresso della villa allestito come l’entrata ad un casinò di Las Vegas, gli ospiti vestiti in stile James Bond (dress code richiesto sull’invito) e, ultimo ma non ultimo, i testimoni di nozze. Damigelle? No, grazie.   Ad accompagnare la rockstar e futura moglie all’altare sono stati gli otto cani della coppia ornati di ghirlande di fiori. «Non volevo niente di convenzionale», ha raccontato l’ex Take That «l’unica cosa tradizionale di questo matrimonio erano i nostri impegni nuziali». La scelta dei testimoni, bellissimi e affettuosissimi, pare sia stata di Ayda. Chissà come avranno firmato i documenti delle nozze, gli otto testimoni a quattro zampe.

(da Vanity Fair del 25 agosto)

Meticci irresistibili

21 agosto 2010
 

meticci

Dai Dialoghi tra Pippo e Tuna tradotti in umanese da Pietro Calabrese.

Ventotto zampe, nove cuori e due terrazze. È la grande storia d’amore tra i randagi e Carlo e Denise Lefebvre. Carlo è un ragazzo di sessant’anni ancora molto fascinoso che insegna Geografia politica ed economica all’Università di Roma, e quando invita gli amici a cena regala loro superbi piatti di pasta e una vista mozzafiato sulla città dalla terrazza di casa. La stessa vista, ma da un’altra terrazza, che si godono i trovatelli che negli anni ha raccolto per strada sottraendoli a un destino infame. Dice Pippo, che ha per lui un’ammirazione sconfinata: «È una vita che il professor Lefebvre (ndr, lo chiama così, ne ha troppo rispetto per dire semplicemente “Carlo”) non resiste al richiamo del cane meticcio abbandonato. Ne ha salvati dalla morte o dal canile non so quanti, li ha curati e amati fino alla fine». Tuna lo guarda con occhi incantati e sogna di incontrare Carlo prima o poi.

Per ora, nella terrazza di Carlo e Denise ci sono sette cani. La più anziana è Blacky, misura topo, trovata al Circeo che aveva un mese di vita circa e che ora è ultracentenaria perché ha compiuto 18 anni. La più giovane è Filù, sveglia come può essere una che somiglia a una volpe e che è nata a Napoli, dove è stata trovata da Denise. Poi c’è Gennarina, che viene da Nocera inferiore, con una zampa fratturata rubò il cuore a Carlo il giorno di San Gennaro. Nono, perché era il nono cane, allegrissimo e giocherellone. Pindaro, sembra un pantera feroce e invece è svenevole come pochi, trovato a Pescara. Brigida, tipico cane da camionista, stazza porcello, salvata a via dei Molini a Porto Ercole. E poi Quirino, incrocio tra San Bernardo e pastore bernese, formato gigante: era il giorno di San Quirino quando si materializzò tra le rovine di Ostia antica. Pippo vuole strafare: «Il professor Lefebvre mi ricorda quei versi della canzone di George Brassens: “Ci sarà sempre un cane abbandonato nel mondo che mi impedirà di essere felice”». Papi lo guarda sbalordito, Tuna è in trance per l’ammirazione.

Diario da cani di Pietro Calabrese, letto su IO DONNA del 5 giugno 2010.

pippo&tuna

Levrieri nel vento

18 agosto 2010
 

levrieri

Non solo giochi e corse in vacanza e in spiaggia. Se siete dalle parti di Albisola, in Liguria, sabato 21 sulla spiaggia del BauBau Village ci sarà la presentazione del libro Figli del vento. Ogni anno in Europa migliaia di levrieri vengono maltrattati e uccisi perché non servono più come cani da corsa o da caccia. Ma un altro futuro è possibile. Di questo parla il libro scritto da Roberta Mombelloni che lo presenterà insieme al levriero Bryce, in collaborazione con le Edizioni L’età dell’Acquario. La storia di Bryce a altri levrieri salvati alla caccia e alle corse in Spagna e in Inghilterra dall’associazione European Greyhound Network - Adotta un levriero.

Sabato 21 agosto alle 17,30: Bau Bau Village, Corso Biliati 11, Albisola Mare. 

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Affinità elettive

29 luglio 2010
 

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Cani e padroni si assomigliano, non sempre come in questa pubblicità, però è vero che certe coppie sono sorprendenti. A volte è l’atteggiamento, il modo di muoversi che un cane assimila dal padrone, a far sì che si somiglino. Ora una ricerca dell’Università di Vienna ha scoperto che gli amici a quattro zampe sanno imitare alla perfezione i movimenti umani, utilizzando le zampe per rifare i gesti che gli uomini fanno con le mani e il muso per quelli con la bocca. Come a noi umani succede di imitare la gestualità della persona con cui stiamo parlando, così fanno i cani e il loro comportamento imitativo migliora in base alla capacità di interazione con i loro proprietari. La ricerca ha analizzato i comportamenti di dieci cani a cui era stato insegnato ad aprire delle porte scorrevoli usando testa e zampe in cambio di un premio (biscotto) imitando i gesti dei loro padroni.  «I cani sono portati a sperimentare la tendenza automatica all’imitazione mano/zampa - ha spiegato sul Daily Mail il dottor Friederike Range, biologo cognitivo autore dello studio austriaco - e i risultati dei nostri test forniscono la prima prova di imitazione nei cani, che sono animali speciali sia per quanto riguarda la storia dell’addomesticamento che per il grado di intensità della loro educazione evolutiva ed entrambi questi fattori possono aumentare la loro partecipazione alle attività umane.»

(da Corriere della Sera.it – Animali 28.7.2010)

Weekend dalla zia

27 luglio 2010
 

zia mame

Pet therapy a domicilio. Lo scorso weekend la mia mami è partita senza di me. Avrei dovuto andare al mare dai nonni e da mio cugino, lo stupido bracchetto, e io un po’ non lo sopporto perchè vuole sempre mangiare la mia pappa e se non mi sbrigo me la sbafa in un boccone. Però in compenso lui non è interessato ai gechi, mia grande passione, e allora lo perdono. Ma torniamo a noi. Giovedì sera vado a cena dalla zia Armi, che è triste e chiede alla mami se posso rimanere io a tenerle compagnia.

Addio mare. Rimango a Milano con un caldo bestiale e qui scopro la mia vera vocazione. Sono un mito di cagnolina terapista, ho un futuro assicurato, pet teraphy a domicilio! Per un intero fine settimana la zia non ha mai pianto, non ha preso le goccine, non si è abbandonata catatonica tra divano e letto. Sennò, a me chi avrebbe dato da mangiare e portato fuori? E poi io, che sono dolce, dolce, dolce, non l’ho mai lasciata sola. L’ho sempre seguita come un’ombra e ogni tanto le davo tanti bacini, ai piedi. Si, l’avrei baciata anche in faccia ma la zia è allergica e le vengono i ponfi. Ogni tanto me ne dimentico e allora vado vicino vicino e mi struscio un po’ ma lei mi scosta e poi si mette la pomata. Però mi fa le coccole. Sono proprio stata brava, venerdì siamo andate ad un appuntamento di lavoro e io mi sono comportata benissimo, ho ringhiato solo un pochino al tipo che ha visto, non lo conoscevo del resto, però lui è stato gentile. Al bar poi sono stata a cuccia e non ho disturbato. Poi siamo andate in un negozio e lì tutte le signore che c’erano mi hanno coccolato un sacco. Perchè dovete sapere che alla zia la depressione passa con lo shopping, ma adesso è squattrinata ed è più difficile spendere. Però la zia è un genio, se le inventa tutte: in quel negozio si fa ”swap” cioè si compera con delle stelline al posto dei soldi.

Sabato mi ha portato ai giardinetti la mattina presto, ma che afa, poi nel pomeriggio ho visto i gabbiani a Milano, eravamo su quella specie di fiume, il Naviglio. Ho provato a prenderne uno, a parte che è grande due volte me, ma sono veloci a scappare più dei piccioni. Domenica siamo andate al parco, ho giocato e mi sono divertita. Piaccio molto ai cani grossi. C’era un lupo che era uno schianto, ma quando esagerano io mi scoccio e ringhio, sono una cagnolina seria e poi… stavo lavorando! Anche senza guinzaglio non la perdevo mai di vista, non si sa mai, la zia Armi è un po’ fusa. Ma io le voglio bene assai, è la mia zia preferita. Quando alla sera è tornata mami a prendermi, io dormivo bella serena mentre la zia lavorava concentrata, morale non abbiamo nemmeno sentito il campanello della porta. Poi mami ha telefonato e noi niente; si è un po’ spaventata, ma poi quando è tornata le ho fatto tante feste e non si è arrabbiata.

Lunedì la zia aveva una faccia diversa, so che ha iniziato bene la settimana e la tristezza, grazie a me, lo posso dire, è passata. Quindi ricordate che un cagnolino dolce dolce, ma mi raccomando ben educato, sensibile, affettuoso è un terapista eccezionale, se volete qualche suggerimento scrivetemi.

Storia di Pippo e degli infami abbandoni

21 luglio 2010
 

Nero

Dai Dialoghi tra Pippo e Tuna tradotti in umanese da Pietro Calabrese la storia vera di Pippo. Uno tra i centomila cani abbandonati.

<<Già di natura, Pippo non è un giocherellone. È un giovane sfrontato e sarà un vecchio brontolone. Ma c’è un argomento sul quale non ammette il minimo scherzo: l’abbandono dei cani. Lui ne sa qualcosa. Quando il suo papi, cinque anni fa, l’ha trovato mezzo morto di fame e di stenti, era un cagnolino di pochi mesi che si reggeva a malapena in piedi.
«Uno dei gesti più feroci e vigliacchi che l’uomo può compiere nei confronti del suo amico più fedele» spiega a Tuna che lo ascolta con gli occhi lucidi e il pelo un poco tremolante.  «Il momento preciso dell’abbandono noi cani non lo avvertiamo mai. Non abbiamo nel nostro dna una cellula che lo prevede. È una di quelle cose che ci sembrano contro natura. Come possa un uomo prendere un cagnolino o un cane già adulto e lasciarlo in mezzo ai campi, come è accaduto a me, o sul ciglio di una strada, o peggio ancora sull’autostrada dove verrà falciato dalle macchine entro le prime ore dall’abbandono, ecco, questa è una cosa che non capirò mai».

S’è fatto silenzio nella Valle romana sotto l’ingresso del Giardino Zoologico. Tutti gli altri cani stanno a sentire Pippo “il mafioso” (è stato abbandonato in Sicilia) che parla e racconta. «A me il terrore è venuto dopo qualche ora, quando il sole stava calando e avevo fame e sentivo fruscii e rumori, alcuni conosciuti, altri del tutto nuovi. Stavo a metà di una collina, in contrada Rapputi, e a un certo punto ho visto cinque o sei randagi che venivano avanti frugando dappertutto. Avevano corpi asciutti, brutte facce, occhi crudeli e denti sempre in fuori. Mi sono spaventato e mi sono nascosto giù a valle, lontano dal grande contenitore di rifiuti dove avevo sperato di trovare qualcosa da mangiare. Per settimane ho avuto solo fame e paura, paura e fame. Poi è arrivato papi».

Papi approfitta di questa rubrica per ricordare che ogni anno in Italia vengono abbandonati al loro destino centomila cani, l’80 per cento dei quali durante i mesi di giugno, luglio e agosto. E non c’è azione più infame.>>

Diario da cani di Pietro Calabrese, letto su IO DONNA del 19 giugno.

pippo&tuna

Illustrazione Valeria Petrone. Foto Claudio Sforza.

Tutti al mare

20 luglio 2010
 

Spiagge per cani

Ecco degli amici fortunati, sono già in vacanza e che vacanza! In Toscana, alta maremma, c’è una bellissima spiaggia per cani, dove passare delle splendide giornate con mami e papi, tutti trattati da pascià. I padroni di casa, amanti della natura e degli animali, hanno allestito uno stabilimento balneare secondo i criteri ecologici, con materiali naturali che continuano il legame con la flora mediterranea del parco della Sterpaia, protetto dal WWF, dove appunto si trova il Pascià Glam Beach.

Attenti al caldo cane!

18 luglio 2010
 

caldo cane

E’ arrivato il caldo e a soffrire le conseguenze dell’estate torrida non sono solo gli umani ma anche noi quadrupedi che non sappiamo come difenderci! Per tutelarci dalle ondate di calore e afa, l’ENPA ha stilato un decalogo per difendere gli animali dal rischio del caldo.

1. Non lasciare mai un animale incustodito in auto. Nei giorni di sole, la temperatura interna dell’abitacolo sale rapidamente, anche con i finestrini aperti, e l’auto si trasforma in un vero e proprio forno. Un animale lasciato in queste condizioni può morire in poco tempo; bastano anche solo 10 minuti – il tempo di fare una spesa veloce – per condannarlo a una morte orribile.

2. Se qualcuno dovesse vedere un animale rinchiuso all’interno di un veicolo deve prestare attenzione ai sintomi di un eventuale un colpo di calore (problemi di respirazione, spossatezza generalizzata); se non si interviene al più presto rischia correre un grave pericolo di vita e occorre rintracciare quanto prima il proprietario del veicolo. Se costui non fosse reperibile bisogna chiamare immediatamente le forze dell’ordine: telefono 112 (Carabinieri), 113 (Polizia di Stato), 115 (Vigili del Fuoco) e 1515 (Corpo Forestale). Nel frattempo si deve cercare comunque di creare ombra con i mezzi che disponibili, di versare dell’acqua all’interno per bagnare l’animale o, se possibile, di farlo bere attraverso un’eventuale fessura del finestrino.

3. Assicurarsi che gli animali abbiano sempre accesso all’ombra e acqua fresca in abbondanza. Questo suggerimento riguarda soprattutto ai cani tenuti nei recinti…. e quindi meno controllati rispetto a quelli in appartamento. Evitare sempre l’esposizione al sole diretto, anche nel caso dell’animale che passa alcune ore da solo in casa, in giardino/cortile o in terrazza. In caso di colpo di calore (ipertermia) – se ha la pelle che scotta, barcolla o cade a terra, e ha difficoltà a respirare – è necessario abbassargli la temperatura mettendogli abbondante acqua fresca su tutto il corpo e contattare immediatamente il veterinario.

4. Nei giorni più caldi portare il cane a passeggio di mattina presto e di sera per evitare che si bruci le zampe sul suolo caldo e per diminuire il rischio di ipertermia. A maggior ragione se si tratta di un animale anziano e/o con difficoltà respiratorie. Durante le passeggiate avere sempre a disposizione una bottiglietta di acqua e una ciotola.

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Star contro l’abbandono

8 luglio 2010
 


Personaggi famosi e star della tv insieme per una pubblicità intelligente. Lo spot realizzato per l’Associazione no profit Amo gli Animali è nato con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico televisivo al problema dell’abbandono degli amici a quattro zampe durante l’estate. Da Elisabetta Canalis ad Afef, da Teo Teocoli a Francesco Alberoni, sono tanti i personaggi famosi che hanno prestato il loro volto per dire no all’abbandono. Che è un reato, come dice Roul Bova, ed è da criminali, dice Mario Lavezzi. E certo non è di moda, conferma Giorgio Armani.