Kubrick the dog
Kubrick è un bellissimo bracco ungherese che ha vissuto fianco a fianco per dodici anni con il suo padrone, il fotografo inglese Sean Ellis. Dalle prime immagini che lo ritraggono cucciolo, tenerissimo che gioca, dorme e si fa immortalare in tutta la sua bellezza, fino alle ultime foto, con lo sguardo intenso e sofferente, tutta la vita di Kubrick è raccontata come un diario. Sean Ellis lo ha ritratto nella sua innata eleganza, da solo o con modelle e amiche, da Kate Moss a Stella McCarney -che ha scritto la prefazione- portandolo sempre sui set fotografici nel suo lavoro. Ma da queste pagine esce soprattutto la storia d’amore che li legava, e le foto in cui Kubrick, malato di cancro, si fa curare ed il suo muso inizia a diventare grigio e gli occhi, sempre affettuosi, stanchi, sono immagini intense che commuovono. Sean ha scelto gli scatti più belli della loro vita insieme da dedicare a Kubrick ed ai suoi amici. Ma è dedicato a tutti coloro che amano il proprio compagno a quattro zampe.
Autore: Sean Ellis
Editore: Schirmer/Mosel
Anno: 2010
...qualche pagina… da piccolo e da grande:








I cani ci guardano, ci osservano e ci amano, senza se e senza ma. Nell’affetto che è quasi venerazione per il proprio padrone “la condizione di dipendenza”, osserva il protagonista quadrupede di questo racconto/diario, «non è un’esclusiva di noi cani. Anzi, quella che patite voi può risultare di gran lunga più tormentosa e insopportabile. Non foss’altro perchè noi siamo dipendenti, una volta per tutte, da un’unica, indiscussa autorità: il padrone. Voi invece, nel corso della vita, vi ritrovate accalappiati da innumerevoli persone e per le ragioni più diverse». Baldo, un bel setter irlandese, ormai giunto alla rispettabile età di 11 anni racconta di sé e del rapporto con i suoi padroni, che chiama Uomo e Donna, da quando in tenera età lo hanno adottato ripercorrendo le tappe importanti della sua vita familiare. Baldo prende la parola per dire il mondo a modo suo. La caccia agli aironi, i lunghi pomeriggi malinconici, l’amicizia con i gatti, e il dolore per i distacchi dal venerato padrone. La vita di un uomo agli occhi del suo cane può riservare molte sorprese. E viceversa. Perché, come c’insegna il protagonista, «se noi ci perdiamo quel che accade in “alta quota”, voi vi perdete quel che accade rasoterra».


Un dizionario bilingue: una l’italiano, l’altra il linguaggio canino. 160 parole per imparare a parlare cane correntemente. Nasce per questo il primo dizionario per cani e umani. Vengono passati in rassegna e decodificati tutti i comportamenti e le situazioni della vita quotidiana “lato umano” e “lato cane”. Oltre 150 parole-chiave, classificate dalla A alla Z. Cosa ci vuole dire, come dobbiamo rivolgerci al nostro compagno animale, come possiamo interpretare il comportamento tra cani. Il linguaggio del cane non è verbale e, secondo Roberto Marchesini, etologo e autore insieme al veterinario Jean Cuvelier, la tendenza a guardare il mondo in maniera antropocentrica ha messo in dubbio la capacità di esprimersi dei cani, portando gli uomini a trascurare il significato dei gesti che si rivolgono agli animali. “Abbracciare un cane non significa dimostrargli affetto, ma affermare il nostro potere su di lui” spiega per esempio l’etologo. Per neofiti.
Tra figure, disegni e versi in rima, prende forma la storia di Biri, il cane abbandonato e maltrattato che diventa poeta e trova serenità e amore dalle sue due nuove padrone. La storia di Biri è un meraviglioso collage, una filastrocca d’artista creata da Giosetta Fioroni e stampata in tiratura unica da Corraini. L’autrice rende omaggio alla poesia di grandi autori come Ceronetti e Zanzotto per raccontare illustrandola una storia d’amore: Biri salvato e amato, scrive la sua storia con divertimento e ironia. E infatti, nell’ultimo disegno, i “bisognini” di Biri diventano luccicanti e colorate pietre preziose: “…son riuscito nell’intento _ sono un cane assai contento!”
Uno scrittore europeo, Romain Gary, è a Los Angeles nel ’68 con la moglie, l’attrice Jean Seberg impegnata in un film hollywoodiano e attivista dei diritti civili contro il razzismo. Vivono con il loro piccolo zoo, tre gatti, un cane e un tucano. Sandy, il loro cane, in un giorno di temporale porta a casa un imponente pastore tedesco dal pelo grigio, che viene subito adottato. Batka, così viene chiamato da Gary -piccolo padre in russo- è un cane dolcissimo, malgrado la mole, che si fa amare subito dalla coppia e dagli amici che frequentano la casa. La tremenda sorpresa è che Batka diventa una bestia feroce pronta a saltare alla gola di chiunque abbia la pelle nera. E’ un cane bianco, un white dog: uno di quei cani addestrati in quegli anni dall’America razzista per dare la caccia ai neri. Nel romanzo, che poi è storia e cronaca, l’autore agghiacciato dalla scoperta non può che arrendersi ad un guardiano del canile che cercherà di guarire Batka, anche se adulto e purtroppo ben addestrato. Martin Luther King è già stato ammazzato, il clima di rivolta è forte (mentre nasceva un bambino di nome Barack Obama, chi l’avrebbe mai detto…) e Keys, il guardiano che vuole rieducare il cane bianco, è un nero musulmano con una volontà di ferro che si ostina a salvare Batka dall’odio. Impresa non facile.
Il patto dei Labrador è il patto che questi cani hanno stretto per compiere la loro missione di vita: proteggere la felicità e la sicurezza delle Famiglie umane. E Prince, l’io narrante di questa storia fantastica e avvincente, cercando di tener fede alle regole -il dovere innanzitutto- e seguendo i consigli del saggio Henry, labrador anziano, farà di tutto per tenere insieme la sua famiglia. Gli Hunter sono una normale famiglia in crisi, con due figli adolescenti, e dei segreti da nascondere. E incominciando dalla lezione sul Controllo dello Scondinzolio, Prince imparerà come mantenere l’armonia nella sua famiglia. “Scodinzolare è di fondamentale importanza per la salvaguardia del benessere della Famiglia. Le nostre code dettano il ritmo della vita della famiglia. Scodinzoliamo piano,e le cose intorno a noi si calmano. Scodinzoliamo in fretta, e le cose accelerano… una volta che si è raggiunto un certo livello di armonia si consiglia uno scodinzolio moderato accompagnato da un incedere con una certa noncuranza, che in genere è sufficiente per mantenere un’atmosfera di felicità generale.”
Un piccolo grande libro che raccoglie una collezione di fotografie, ritratti e reportage, tutte con protagonisti i cani, scattate nel corso di 50 anni da Elliott Erwitt, uno dei più grandi fotografi della sua generazione che si definisce “un professionista per me stiere e un dilettante per vocazione”. I testi sono di P.G. Wodehouse. Le 500 immagini raccolte riescono a immortalare il vero spirito “canino” divertendo e appassionando tutti gli amanti degli animali. Elliott Erwitt è membro dell’agenzia Magnum fin dal 1954 e ha realizzato servizi in tutto il mondo. Sir Pelham Grenville Wodehouse è stato un noto umorista inglese. Ha scritto romanzi, opere teatrali, poesie e saggi caratterizzati da una satira elegante e garbata.

