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Book of the dog: i cani nell’arte

the_book_of_the_dog“Null’altro che l’amore fa dimenticare al cane la sua primordiale libertà, per diventare il fedele compagno dell’uomo.” (D.H. Lawrence)

L’amore incondizionato per un cane, e la reciproca dipendenza, sono il filo conduttore di questa bella raccolta di immagini e opere di artisti che hanno ritratto i propri amati compagni, e non solo, cogliendo in loro quegli atteggiamenti che solitamente chiamiamo “umani” e che altro non sono che le loro spontanee emozioni. Emozioni animali che ci aiutano a riscoprire le nostre. The Book of the dog, Dogs in Art è un libro dedicato ai cani nell’arte: il migliore amico dell’uomo visto attraverso l’occhio dell’artista. I cani ritratti sono interpreti di momenti quotidiani, come Pluto il levriero di Lucien Freud o Stanley e Boodgie, i bassotti di David Hockney. Soggetti singoli o ritratti di famiglia, come il Principe di Galles con il suo terrier e Lady Troubridge con i suoi bassotti. Dai grandi pittori degli ultimi secoli fino ai giovani illustratori e artisti contemporanei. Questo piccolo volume è una galleria speciale di bellezza, poesia e ironia.

Autore: Angus Hyland, Kendra Wilson

Editore: Laurence King

Anno: 2015

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DOGS GODS

Tim Flach è un fotografo inglese diventato famoso per i suoi ritratti e reportage con protagonisti gli animali. La sua passione, soprattutto nel ritratto dei cani, è cercare l’emozione e l’espressività che è “più umana che negli umani”.

In questo libro ci sono foto che assomigliano ai servizi di moda, per l’eleganza e alterità come per il levriero afgano. Altre colgono espressioni di tristezza e di curiosità, a volte anche di perplessità visto che non tutti amano farsi fotografare. Ma tutti sono di una bellezza straordinaria.

 

 

Autore: Tim Flach

Editore: Abrams

Anno: 2010

Prezzo: € 35,00

Il cubo di Ruby

Il cubo di Ruby non è un gioco, semmai un gioco di parole. Il cubo è la cella, il box del canile dove il protagonista di questa storia vive rinchiuso per sette anni, un posto dimenticato da dio e gestito da uomini, se così si possono chiamare. Un box dove Ruby sopravvive di stenti e speranze, senza mai uscire, nella sporcizia degli escrementi e con pochissimo cibo; la sopravvivenza che si lascia andare alla disperazione dell’apatia: “mi lasciai andare all’apatia che mi corrodeva dall’interno, proprio come la ruggine corrodeva le grate del mio box” racconta il protagonista “In fondo eravamo simili io e il mio box: una corazza metallica piena di buchi, con dentro solo il vuoto.”  Un canile-lager come tanti, dove il bastardo n. 2279 viene deportato dopo un’infanzia selvaggia ma felice per i campi. Una fanciullezza vagabonda alla scoperta della natura con l’amore e l’affetto di mamma Bella ed i suoi fratelli cuccioli.

L’inizio, la prima parte di questo meraviglioso romanzo, si legge come una fiaba, innocente e gioiosa, in cui l’autore racconta la sua storia così “come gli è stata raccontata” ed è una memoria fatta di ricordi odorosi, di boschi e ruderi, giochi e fughe temerarie di un cucciolo, “una palla pelosa con la pancia più rosa che si sia mai vista”. E vien da pensare ai cuccioli della Carica dei 101, non fosse per la disperazione e lo stordimento che ricorda il Richiamo della foresta di Jack London.

La seconda parte è il diario della galera, delle privazioni, delle amicizie, del buio, dei sogni. Della speranza che qualcuno ti porti via, qualcuno che non hai neanche mai immaginato, come gli umani volontari che finalmente compaiono e danno un nome anche a lui, il protagonista ed autore di questa storia: Rubacuori detto Ruby.

E l’epilogo: l’adozione, la famiglia. Le piccole cose della felicità, le grandi cose mai viste, il mare, l’amore. E’ una storia di riscatto e di rinascita, appassionante, che si legge d’un fiato. Scritta anche parecchio bene, se pensate che l’autore infondo è un cane.

Ruby è diventato Presidente di Secondazampa e con i suoi umani aiuta i volontari per salvare altre vite.

Autore: Rubacuori (detto Ruby)

Editore: Youcanprint

Anno: 2013

Prezzo: € 11,90

I cani lo sanno

L’amore è una questione di sguardi e i cani lo sanno. Un elogio che è una lettera d’amore, un diario scanzonato tra l’ironico e l’intellettuale di un giornalista dongiovanni, fedele solo alle sue due bellissime labrador nere. Tavira e Zara, mamma e figlia, la prima con il nome del luogo ’città eterna’ di un amore poi non restato eterno, Zara, la seconda, cagionevole, dolcissima e adorante, scodinzolantissima. Malgrado l’autore cerchi di non cadere nel luogo comune del padrone innamorato (odia il termine padrone, tra l’altro) che umanizza l’animale, malgrado faccia il duro sui cani degli altri… nel raccontare le vicende delle due, tra l’ansia di una fuga e il terrore per una malattia, rivela tutto il suo amore incondizionato. Esattamente come il loro per lui, come tutto l’amore incondizionato che loro ci regalano. Questa è la magia tra cane e padrone, e questo romanzo/diario tra leggerezza e pesantezza del vivere, fa venir voglia di adottare un altro cane, giacchè l’unica tristezza -errore di fabbrica lo chiama Scanzi – è che “quando Dio creò il mondo, doveva aver avuto ragioni ben imperscrutabili per dare al cane una vita cinque volte più breve di quella del suo padrone.” Così disse Konrand Lorenz.

Autore: Andrea Scanzi

Editore: Feltrinelli

Anno: 2011

Prezzo: € 14,00

Kubrick the dog

Kubrick è un bellissimo bracco ungherese che ha vissuto fianco a fianco per dodici anni con il suo padrone, il fotografo inglese Sean Ellis.
Dalle prime immagini che lo ritraggono cucciolo, tenerissimo che gioca, dorme e si fa immortalare in tutta la sua bellezza, fino alle ultime foto, con lo sguardo intenso e sofferente, tutta la vita di Kubrick è raccontata come un diario. Sean Ellis lo ha ritratto nella sua innata eleganza, da solo o con modelle e amiche, da Kate Moss a Stella McCarney -che ha scritto la prefazione- portandolo sempre sui set fotografici nel suo lavoro. Ma da queste pagine esce soprattutto la storia d’amore che li legava; le foto in cui Kubrick, malato di cancro, si fa curare ed il suo muso inizia a diventare grigio, e gli occhi, sempre affettuosi, stanchi, sono immagini intense che commuovono. Sean ha scelto gli scatti più belli della loro vita insieme da dedicare a Kubrick ed ai suoi amici. Ma è dedicato a tutti coloro che amano il proprio compagno a quattro zampe.

Autore: Sean Ellis

Editore: Schirmer/Mosel

Anno: 2010

Baldo

I cani ci guardano, ci osservano e ci amano, senza se e senza ma. Nell’affetto che è quasi venerazione per il proprio padrone “la condizione di dipendenza”, osserva il protagonista quadrupede di questo racconto/diario, «non è un’esclusiva di noi cani. Anzi, quella che patite voi può risultare di gran lunga più tormentosa e insopportabile. Non foss’altro perchè noi siamo dipendenti, una volta per tutte, da un’unica, indiscussa autorità: il padrone. Voi invece, nel corso della vita, vi ritrovate accalappiati da innumerevoli persone e per le ragioni più diverse». Baldo, un bel setter irlandese, ormai giunto alla rispettabile età di 11 anni racconta di sé e del rapporto con i suoi padroni, che chiama Uomo e Donna, da quando in tenera età lo hanno adottato ripercorrendo le tappe importanti della sua vita familiare. Baldo prende la parola per dire il mondo a modo suo. La caccia agli aironi, i lunghi pomeriggi malinconici, l’amicizia con i gatti, e il dolore per i distacchi dal venerato padrone. La vita di un uomo agli occhi del suo cane può riservare molte sorprese. E viceversa. Perché, come c’insegna il protagonista, «se noi ci perdiamo quel che accade in “alta quota”, voi vi perdete quel che accade rasoterra». Nelle vicende di Baldo, tra autonomia e dipendenza, è sempre presente il desiderio della condivisione di ogni cosa con il proprio “Dio-Padrone”, e questo legame lo porta a riflessioni sul senso della sua vita e di quella degli umani che lo circondano, con una profonda saggezza canina, velata di malinconia.

Autore: Franco Marcoaldi

Editore: Einaudi

Anno: 2011

Prezzo: € 13,00

Il cane nero

Non è un libro sui cani, ma il “cane nero” ne è protagonista. Invadente e mastodontico, ironico e carismatico, il cane nero è la metafora del mal di vivere, personaggio surreale che incarna la depressione abitando le case degli umani. Romanzo d’esordio dell’inglese Rebecca Hunt, divertente e sorprendente, affronta con leggerezza e ironia argomenti dolorosi senza paura. La storia parte il 22 luglio 1964, nella dimora tra le tranquille colline del Kent, dove Winston Churchill si sveglia di buon’ora e si ritrova in compagnia di una vecchia conoscenza, un ospite tutt’altro che gradito. È un gigantesco cane nero e, dal buio del suo angolo, non gli toglie gli occhi di dosso. Qualche ora più tardi, nella sua casetta a schiera, la giovane Esther si prepara ad accogliere un aspirante inquilino. Le basta però scorgerne la sagoma attraverso il vetro della porta per inorridire. È il cane nero e ha in mente un solo obiettivo: installarsi a casa sua. Invadente, impertinente, a tratti maligno, all’occorrenza il cane nero sa dar prova di un carisma irresistibile. Fiuta le sue vittime, ne addenta le coscienze, ma può anche essere una presenza seducente che riempie la giornata.

Autore: Rebecca Hunt

Editore: Ponte alle Grazie

Anno: 2011

Prezzo: € 16,00

Storie di animali e altri viventi

Un racconto che è una storia d’amore tra esseri viventi. “Devo dire che lo spettacolo, se l’avessi preparato, non sarebbe riuscito migliore. Era piena estate: a quell’ora, dalla porta spalancata, entrava un fiotto di luce che mi colpiva in pieno. Ero sdraiata verso il fondo, contro la parete della cuccia, ammorbidita da una grande coperta. Sul ventre mi premevano con le loro zampette frementi i sei bimbi, rosei anche loro come creature dell’alba, e succhiavano dalle mie poppe il loro primo latte.Tirai su la testa e fissai negli occhi Ma: le pervinche s’ erano fatte grandi come non le avevo mai viste. Ma si tirò accanto una vecchia sedia e ci si sedette, quasi non riuscisse più a tenersi in piedi: e di lì, seduta, restò a guardarmi per un tempo che mi sembrò infinito. Capii allora ciò che fino a quel momento avevo appena intuito. Ma metamorfa cosi bene, solo perché altrettanto bene si rammenta della nostra comune origine. O meglio, non se la rammenta: ce l’ha dentro a tal punto che le vien fuori tutte le volte che se ne presenta l’occasione. Genesis, nascita: che importa essere umani o animali ? Nessuno, neanche i credenti, sa cosa c’è prima del risveglio, tant’è vero che nessuno ce l’ha mai raccontato (il Genesis, appunto, comincia da li, ma prima?) Chi si sveglia, sa solo che s’è svegliato, che dallo stato di sonno è passato allo stato di veglia (e da quel momento comincia paurosamente a immaginare cosa gli capiterà quando sopravverrà il nuovo sonno, questa volta lungo, lunghissimo, anzi illimitato). Tutti quanti, nessuno escluso, -forse neanche la pianta, forse neanche la pietra, -siamo passati di lì, ecco perché tutti quanti ci riconosciamo cosi facilmente in quell’ attimo, passeggero ma decisivo, in cui siamo transitati come meteore dall’ombra alla luce (per ripercorrerlo un giorno all’indietro, esattamente con le stesse modalità, ma retroverse, anch’esse uguali per tutti, umani e animali). Capii che anche Ma in quel momento era illuminata da questa rivelazione.”

 

Autore: Alberto Asor Rosa

Editore: Einaudi

Anno:  2005

Prezzo: € 12,50

Nella mente degli animali

Cosa passa nella mente di un cane quando ci guarda dritto negli occhi? L’etologo Danilo Mainardi, sensibile studioso degli animali, racconta in diversi episodi -tra esperimenti e studi- in modo esplicito della mente degli animali. Cani, gatti, cavalli, elefanti, delfini, solo per citarne alcuni, ed anche altri insospettabili dimostrano delle capacità che non sono riconducibili al solo istinto, ma che rivelano una vera e propria mente, seppur diversa dalla nostra: riescono concretamente ad analizzare problemi e a trovare le soluzioni più razionali, a imparare e a insegnare, a comunicare, a utilizzare il gioco come esercizio sia fisico che mentale. E per questo commettono anche errori… “umani”, nella propria sicurezza, e possono cadere in vere e proprie depressioni. I cani leggono gesti ed espressioni umane, comprendono le parole e il suono delle parole, ma a differenza dei gatti, per esempio, rispondono o agiscono in relazione all’uomo, se presente. Un cane vicino al padrone ne guarda sempre il viso e studia l’espressione: da questa semplice osservazione Mainardi ci introduce, con brevi e divertenti capitoli, nella mente degli animali in modo coinvolgente, con un linguaggio semplice e divulgativo.

Autore: Danilo Mainardi

Editore: Cairo Editore

Anno: 2007

Prezzo: € 16,00

Dizionario cane/italiano

dizionario_cane_itali-2Un dizionario bilingue: una l’italiano, l’altra il linguaggio canino. 160 parole per imparare a parlare cane correntemente. Nasce per questo il primo dizionario per cani e umani. Vengono passati in rassegna e decodificati tutti i comportamenti e le situazioni della vita quotidiana “lato umano” e “lato cane”. Oltre 150 parole-chiave, classificate dalla A alla Z. Cosa ci vuole dire, come dobbiamo rivolgerci al nostro compagno animale, come possiamo interpretare il comportamento tra cani. Il linguaggio del cane non è verbale e, secondo Roberto Marchesini, etologo e autore insieme al veterinario Jean Cuvelier, la tendenza a guardare il mondo in maniera antropocentrica ha messo in dubbio la capacità di esprimersi dei cani, portando gli uomini a trascurare il significato dei gesti che si rivolgono agli animali. “Abbracciare un cane non significa dimostrargli affetto, ma affermare il nostro potere su di lui” spiega per esempio l’etologo. Per neofiti.

Autore: Marchesini, Cuvelier

Editore: Sonda

Anno: 2010

Prezzo: € 13,90