Baldo
I cani ci guardano, ci osservano e ci amano, senza se e senza ma. Nell’affetto che è quasi venerazione per il proprio padrone “la condizione di dipendenza”, osserva il protagonista quadrupede di questo racconto/diario, «non è un’esclusiva di noi cani. Anzi, quella che patite voi può risultare di gran lunga più tormentosa e insopportabile. Non foss’altro perchè noi siamo dipendenti, una volta per tutte, da un’unica, indiscussa autorità: il padrone. Voi invece, nel corso della vita, vi ritrovate accalappiati da innumerevoli persone e per le ragioni più diverse». Baldo, un bel setter irlandese, ormai giunto alla rispettabile età di 11 anni racconta di sé e del rapporto con i suoi padroni, che chiama Uomo e Donna, da quando in tenera età lo hanno adottato ripercorrendo le tappe importanti della sua vita familiare. Baldo prende la parola per dire il mondo a modo suo. La caccia agli aironi, i lunghi pomeriggi malinconici, l’amicizia con i gatti, e il dolore per i distacchi dal venerato padrone. La vita di un uomo agli occhi del suo cane può riservare molte sorprese. E viceversa. Perché, come c’insegna il protagonista, «se noi ci perdiamo quel che accade in “alta quota”, voi vi perdete quel che accade rasoterra».
Nelle vicende di Baldo, tra autonomia e dipendenza, è sempre presente il desiderio della condivisione di ogni cosa con il proprio “Dio-Padrone”, e questo legame lo porta a riflessioni sul senso della sua vita e di quella degli umani che lo circondano, con una profonda saggezza canina, velata di malinconia.
Autore: Franco Marcoaldi
Editore: Einaudi
Anno: 2011
Prezzo: € 13,00







Tra figure, disegni e versi in rima, prende forma la storia di Biri, il cane abbandonato e maltrattato che diventa poeta e trova serenità e amore dalle sue due nuove padrone. La storia di Biri è un meraviglioso collage, una filastrocca d’artista creata da Giosetta Fioroni e stampata in tiratura unica da Corraini. L’autrice rende omaggio alla poesia di grandi autori come Ceronetti e Zanzotto per raccontare illustrandola una storia d’amore: Biri salvato e amato, scrive la sua storia con divertimento e ironia. E infatti, nell’ultimo disegno, i “bisognini” di Biri diventano luccicanti e colorate pietre preziose: “…son riuscito nell’intento _ sono un cane assai contento!”
Uno scrittore europeo, Romain Gary, è a Los Angeles nel ’68 con la moglie, l’attrice Jean Seberg impegnata in un film hollywoodiano e attivista dei diritti civili contro il razzismo. Vivono con il loro piccolo zoo, tre gatti, un cane e un tucano. Sandy, il loro cane, in un giorno di temporale porta a casa un imponente pastore tedesco dal pelo grigio, che viene subito adottato. Batka, così viene chiamato da Gary -piccolo padre in russo- è un cane dolcissimo, malgrado la mole, che si fa amare subito dalla coppia e dagli amici che frequentano la casa. La tremenda sorpresa è che Batka diventa una bestia feroce pronta a saltare alla gola di chiunque abbia la pelle nera. E’ un cane bianco, un white dog: uno di quei cani addestrati in quegli anni dall’America razzista per dare la caccia ai neri. Nel romanzo, che poi è storia e cronaca, l’autore agghiacciato dalla scoperta non può che arrendersi ad un guardiano del canile che cercherà di guarire Batka, anche se adulto e purtroppo ben addestrato. Martin Luther King è già stato ammazzato, il clima di rivolta è forte (mentre nasceva un bambino di nome Barack Obama, chi l’avrebbe mai detto…) e Keys, il guardiano che vuole rieducare il cane bianco, è un nero musulmano con una volontà di ferro che si ostina a salvare Batka dall’odio. Impresa non facile.
Il patto dei Labrador è il patto che questi cani hanno stretto per compiere la loro missione di vita: proteggere la felicità e la sicurezza delle Famiglie umane. E Prince, l’io narrante di questa storia fantastica e avvincente, cercando di tener fede alle regole -il dovere innanzitutto- e seguendo i consigli del saggio Henry, labrador anziano, farà di tutto per tenere insieme la sua famiglia. Gli Hunter sono una normale famiglia in crisi, con due figli adolescenti, e dei segreti da nascondere. E incominciando dalla lezione sul Controllo dello Scondinzolio, Prince imparerà come mantenere l’armonia nella sua famiglia. “Scodinzolare è di fondamentale importanza per la salvaguardia del benessere della Famiglia. Le nostre code dettano il ritmo della vita della famiglia. Scodinzoliamo piano,e le cose intorno a noi si calmano. Scodinzoliamo in fretta, e le cose accelerano… una volta che si è raggiunto un certo livello di armonia si consiglia uno scodinzolio moderato accompagnato da un incedere con una certa noncuranza, che in genere è sufficiente per mantenere un’atmosfera di felicità generale.”
Un romanzo d’amore scritto in prima persona da Joyce, un setter inglese ormai vecchio e consapevole dell’ineluttabile avvicinarsi della fine. Ma con gioia, anzi con amore, racconta la sua vita, le sue emozioni e le sue paure, dedicando il suo libro a Lei, la padrona che ama follemente, riamato. La storia della sua vita, divisa con Lei e con gli altri animali, i figli e gli eventi. Il passare delle stagioni, le attese, le passeggiate, le carezze: la quotidianità di un cane felice raccontata con malinconica eleganza e dignità.
Una lettura per le prossime vacanze. Come cambia la nostra vita quando inizia la convivenza con un cane? Questo racconta il libro di Berselli: l’esperienza del suo rapporto personale con il suo labrador Liù. Ripercorrendo le tappe classiche, dall’iniziale rifiuto all’inevitabile resa, l’autore racconta la sua avventura come una metamorfosi, ai suoi occhi stupefacente. E lo racconta da intellettuale qual’ è, partendo dalla sua scoperta che il cane “non si comporta proprio come un animale”. È la «biografia morale» di un animale non immaginario ma esemplare -la Liù è lì - che racconta come intelligenze diverse, umana e canina, cominciano a sfiorarsi. Ma proprio qui iniziano le sorprese. E sono sorprese filosofiche, dolori ideologici, dilemmi intellettuali. Infatti, grazie allo stile ironico di Berselli, che senza pudore descrive la sua vita trasformata, tra vari scondinzolii e incidenti di percorso -vedi calza inghiottita e corsa dal veterninario abbandonando illustri ospiti- decollano le storie disincantate della nostra società, s’intrecciano avventure e disavventure di razze diverse ma molto italiane.
Cristopher Boone ha 15 anni. È diverso da tutti gli altri ragazzini della sua età, infatti lui soffre della sindrome di Asperger, una forma di autismo. Cristopher ha un rapporto assai complesso con il resto del mondo, difatti, ha difficoltà a socializzare, detesta essere toccato, non parla agli estranei, difficilmente parla con il padre e odia il giallo e il marrone. Quando mangia, controlla che i cibi non entrino in contatto l’uno con l’altro e si arrabbia se i mobili di casa vengono spostati. Non sorride mai e fatica ad interpretare l’espressione del viso degli altri. Quando scopre il cadavere di Wellington, il cane della vicina di casa, capisce di trovarsi davanti a uno di quei misteri che il suo eroe, Sherlock Holmes, era così bravo a risolvere. Perciò incomincia a scrivere un libro mettendo insieme gli indizi del caso dal suo punto di vista. Scrivendo il suo libro, Christopher inizia a porsi tante domande e, per risolvere il caso del cane ammazzato e i misteri che riguardano la sua famiglia, intraprende un viaggio straodinario che gli cambierà la vita.
“Non sono uno specialista di cani. Solo un amico. Un po’ cane anch’io, può darsi. Sono nato nello stesso giorno del mio primo cane. Poi siamo cresciuti insieme. Ma lui è invecchiato prima di me. A undici anni era un vecchietto pieno di reumatismi e di esperienza. Morì. Io piansi. Molto”. Ecco cosa dice Daniel Pennac. Quando avremo letto la storia del Cane, sapremo non solo tutto sul suo mondo. ma impareremo anche molto su quello degli uomini: come appariamo agli occhi del cane, quanto dobbiamo venir ammaestrati. Da uno scrittore cult, un inno all’amicizia tra uomo e cane, una storia sull’amore, la paura e la voglia di libertà.

