Blog Bau

www.louandmi.com

 

cani e padroni

Divorzi bestiali

27 gennaio 2012
 

Quando l’amore finisce ci va di mezzo anche Fido. Sempre di più, in caso di divorzio, le coppie che si rivolgono all’avvocato per contendersi l’animale di famiglia. In un articolo uscito su Repubblica leggiamo che nel 2011 sono aumentate del 6 per cento le richieste di consulenza per sapere come difendersi dall’ex coniuge che cerca di portarsi via il cane o il gatto: «Nonostante la crisi economica e i problemi a volte drammatici che le separazioni comportano, le persone spesso rinunciano alla formula consensuale perché non riescono a accordarsi sugli animali, che diventano l’oggetto sostitutivo dell’affetto che non c’è più» spiega Giulia Facchini, avvocato familiarista torinese. I dati sulle cause per l’affidamento degli animali di casa arrivano invece dall’ AIDAA, l’Associazione Italiana Difesa Animali, che ne ha affrontati 500: «Su quattro casi di richiesta di pareri, soltanto uno si è poi tradotto in atti legali – spiega l’associazione, che ora ha istituito uno sportello dedicato solo a questo problema, dove lavorano avvocati matrimonialisti – c’è chi contesta il titolo di proprietà dell’ex partner, che risulta ufficialmente proprietario dell’animale, e chi vuole che sia l’altro a pagare per il suo mantenimento e per le spese veterinarie. E non mancano i casi dove, proprio come avviene per i figli, l’animale è utilizzato come strumento per fare pressioni sul coniuge». Per la legge, cani e gatti sono più simili a un bene che a un essere vivente titolare di diritti affettivi. Ma intanto arrivano le prime sentenze destinate a fare giurisprudenza e, forse, a ispirare nuove decisioni del Parlamento, dove alcune proposte attendono da tempo, come quella avanzata dalla LAV che propone l’ingresso nel processo di “esperti di comportamento animale”. Il Tribunale di Foggia ha affidato ad un marito il cane di casa, nonostante all’anagrafe fosse registrato col nome della moglie: era l’uomo, si legge nella sentenza, a occuparsi più spesso del quattro zampe, mentre alla signora è rimasto il “diritto di visita”. A Cremona, nel 2008, è stata emessa la prima sentenza di affido condiviso, applicando a un cane le stesse norme utilizzate per i bambini e garantendo visite addirittura quotidiane al coniuge che in quel momento non aveva l’animale con sé.

(da Vera Schiavazzi/La Repubblica 23.1.2012)

Per info AIDAA: sportelloanimali@libero.it

 

Premio fedeltà

30 agosto 2011
 


Un concorso storico si è svolto il 16 agosto a San Rocco di Camogli: il “Premio fedeltà del cane“. Il premio, istituito nel 1962 da Giacinto Crescini e Don Carlo Giacobbe, fu ispirato da un cagnolino di nome Pucci che, abbandonato dai padroni a San Rocco di Camogli, accompagnava i bambini e scuola, faceva ricreazione con loro e li attendeva fino al termine delle lezioni. La manifestazione è in onore di San Rocco, protettore dei cani da cui, si narra, fu nutrito quando fu contagiato dalla peste.

In questa occasione sono stati premiati ex aequo due cani: Ares e Cucciolo.
Ares è il nome di un dobermann di tre anni che ha salvato il suo padrone rimasto bloccato, ferito e semincosciente, sotto un cancello di oltre 200 chili che gli era caduto addosso in un campo: Ares lo ha prima tenuto sveglio leccandogli la faccia poi, sentendo un’automobile arrivare dalla strada vicina, è corso a rotta di collo per fermarla. All’inizio gli occupanti dell’auto erano spaventati, poi vedendo il cane scodinzolare e saltellare con agitazione ma senza apparire aggressivo sono scesi e l’hanno seguito fino al punto dov’era rimasto bloccato il padrone, sollevando a fatica il cancello e chiamando i soccorsi. Cucciolo invece è un meticcio di sei anni che accompagna il suo padrone all’ospedale di Asti: da un paio d’anni, ogni volta che il proprietario di Cucciolo deve effettuare un ciclo di terapie, il cane si accuccia nell’ingresso e aspetta pazientemente la fine della terapia, per ore e a volte per giorni, diventando così la mascotte dell’ospedale e confortando con il suo affetto il padrone. Premio speciale anche a Giada, un golden retriever che ha salvato un uomo che stava annegando ad Albisola, con la sua padrone Giulia, educatrice della scuola italiana cani salvataggio.

Baldo

1 agosto 2011
 

I cani ci guardano, ci osservano e ci amano, senza se e senza ma. Nell’affetto che è quasi venerazione per il proprio padrone “la condizione di dipendenza”, osserva il protagonista quadrupede di questo racconto/diario, «non è un’esclusiva di noi cani. Anzi, quella che patite voi può risultare di gran lunga più tormentosa e insopportabile. Non foss’altro perchè noi siamo dipendenti, una volta per tutte, da un’unica, indiscussa autorità: il padrone. Voi invece, nel corso della vita, vi ritrovate accalappiati da innumerevoli persone e per le ragioni più diverse». Baldo, un bel setter irlandese, ormai giunto alla rispettabile età di 11 anni racconta di sé e del rapporto con i suoi padroni, che chiama Uomo e Donna, da quando in tenera età lo hanno adottato ripercorrendo le tappe importanti della sua vita familiare. Baldo prende la parola per dire il mondo a modo suo. La caccia agli aironi, i lunghi pomeriggi malinconici, l’amicizia con i gatti, e il dolore per i distacchi dal venerato padrone. La vita di un uomo agli occhi del suo cane può riservare molte sorprese. E viceversa. Perché, come c’insegna il protagonista, «se noi ci perdiamo quel che accade in “alta quota”, voi vi perdete quel che accade rasoterra».

Nelle vicende di Baldo, tra autonomia e dipendenza, è sempre presente il desiderio della condivisione di ogni cosa con il proprio “Dio-Padrone”, e questo legame lo porta a riflessioni sul senso della sua vita e di quella degli umani che lo circondano, con una profonda saggezza canina, velata di malinconia. 


Autore: Franco Marcoaldi

Editore: Einaudi

Anno: 2011

Prezzo: € 13,00

Un tattoo per Norman

21 luglio 2011
 


Marley era il suo labrador nella finzione cinematografica, Norman il suo compagno fedele nella vita, da 15 anni. Jennifer Aniston ha perso da poco il suo amato cane, bellissimo meticcio di westie e corgi, e per onorarlo si è fatta tatuare il suo nome sul piede. Un primo tatuaggio forse ispirato dal nuovo fidanzato, Justin Theroux, pare molto tatuato. Norman è sempre stato al fianco di Jennifer, fedele e affettuoso anche ai tempi del divorzio con Brad Pitt. Che informato del fatto, dice il gossip hollywoodiano, si è molto rattristato per il suo ex cagnolino. 

Tutti pazzi per amore

4 maggio 2011
 

Tutti pazzi per gli animali. Dal Corriere della Sera di domenica 1 maggio.

«Per favore, addomesticami», chiede la volpe al Piccolo Principe. Che realmente non sa che cosa significhi quella richiesta, e la volpe gliela spiega: «È una cosa da molto dimenticata. Vuole dire creare dei legami». Il primo passo di una relazione con l’esemplare di un’altra specie, l’instaurarsi di riti e abitudini comuni, e di una reciproca attesa. Un sodalizio che potrà andare lontano, creare nuovi equilibri affettivi, affrontare critiche e ironie, superare ostacoli pratici, sconfinare in una simbiosi morbosa, provocare litigi con terzi incomodi, condizionare scelte quotidiane, complicarle irreversibilmente, e in ogni caso senza rimpianti per la perduta libertà. Oppure potrà dissolversi in fretta, al primo imprevisto, e concludersi con l’ abbandono, frettoloso e liberatorio, di un accessorio domestico che ha il torto di non sapersi spegnere come una playstation. Le statistiche, provvisorie, scommettono sulla prima ipotesi: quasi 9 milioni di famiglie, 25 milioni di persone, cioè il 45% degli italiani, convivono con uno o più animali, oltre 7 milioni di gatti, più o meno altrettanti cani, 15 milioni di meno impegnativi pesci rossi, 12 milioni di uccellini. Per tutti, il rischio di sfratto, generalmente all’ inizio delle vacanze estive, è calato del 45%. L’ Italia sembra essere diventata un paese per zoofili, consapevoli ed esigenti, viscerali e ipersensibili, traboccanti di tenerezze verso qualunque creatura rivestita di peli (o anche di squame), dotata di vibrisse, di un «tartufo» umido, di uno sguardo altero o adorante, ma quasi sempre percepito come più limpido e sincero di quello umano. (…)

Animali troppo umanizzati e vezzeggiati sono l’ involontaria causa di discussioni sulle priorità e le prerogative della specie, arma inconsapevole di quanti non accettano la loro promozione nella gerarchia degli esseri viventi: «Sì, chi ama gli animali è continuamente sospettato di preferirli al genere umano, come fosse vietato amare entrambi - riflette la poetessa Vivian Lamarque, che al suo gatto, Ignazio, ha dedicato anche un dialogo in versi . Certo talvolta questo accade, ma ho conosciuto, molto più numerose, persone dall’ amore “diffuso”. San Francesco chiamava gli animali “nostri fratelli piccoli”; e io ci aggiungo pure i fratelli verdolini, erbe e fiori, “la bella d’erbe famiglia e d’animali” foscoliana». (…) Ma è vero anche che l’ amore per gli animali unisce quel che la politica o il ceto separano, non conosce differenze economiche o sociali, culturali o religiose: «Non c’ è dubbio, è un amore trasversale» riconosce lo psicoterapeuta Fulvio Scaparro. Può avere un ruolo di rappresentanza per le classi più elevate. Ma l’ attaccamento non conosce distinzioni. Ed è vero, come dimostra il film Umberto D. di Vittorio de Sica, la storia di un pensionato senza soldi, rimasto solo con il suo cane, che si tratta di un attaccamento reciproco». Il regista non ha avuto bisogno di cambiare la natura di Flaik, per farne il commovente comprimario di una malinconica avventura umana: «Nelle favole, gli animali sono quelli che ti guidano fuori dal bosco – ricorda Scaparro – e nella vita reale sono gli intermediari tra il mondo adulto e quello infantile…»   

(da Elisabetta Rosaspina/Corriere della Sera 01.05.2011)
Foto Manfredi Bellati.

Facce e musi al pet party

29 marzo 2011
 

Cani e padroni: amici e amiche con i loro piccoli e grandi compagni pelosi hanno partecipato al pet party di Bau per Miao, scambiandosi opinioni sui loro giochi preferiti,tra un dolcetto e un biscossino, davanti alla vetrina delle eco cucce, allestita per l’occasione.

 Patrizia e Aristotele                                             Paola e Ginger

 Fiamma e Alfa, fratelli di zampa                       Agnese e una cucciolina di Julie

 Danila e Emma                                                       … non solo donne…

 Elizabeth e Tea Cup                                    una bella mamma con piccolo e westy

 Fotografie di Claudio Sforza

Ruby, la jack russell

24 gennaio 2011
 


La cagnolina tedesca Ruby, la jackina famosissima in Germania per la sua rubrica sul quotidiano Bild, è morta ieri all’età di 17 anni. Il suo padrone, il giornalista Norbert Koerzdoerfer, l’aveva trovata cucciola abbandonata e subito aveva iniziato a scrivere una sua colonna che settimanalmente raccontava di giochi, avventure e dell’amore per il suo padrone, creando un rapporto con i lettori settimana dopo settimana per quasi due decenni della sua vita. Una storia d’amore tra cane e padrone che, dal 1994 ad oggi, ha attraversato i fatti della vita tedesca tanto da essere protagonista di ben cinque libri, a lei dedicati. Ruby ormai era malata ed era arrivata l’ora di lasciarla andare: con la pietosa iniezione, l’eutanasia permessa agli animali per evitare inutili sofferenze. ” Le immagini della felicità sono passate davnti ai miei occhi pieni di lacrime. Diciassette anni di felicità, di gioia, di fedeltà, di risate e di amicizia” ha scritto ieri il suo padrone, “Ruby è un’ombra che si aggira nell’ombra. E’ l’ora di lasciarla andare”. Ciao Ruby.

Luna e Lola

16 ottobre 2010
 

Luna è un golden retriver e Lola una bassottina. Hanno vissuto insieme 8 anni, tra passeggiate al Central Park, corse e giochi sulle spiagge degli Hamptons. E intanto la loro mami li fotografava: Priscilla Rattazzi, fotografa da sempre appassionata di cani tanto da aver già pubblicato un libro di ritratti con padroni famosi (da Gianni Agnelli, suo zio, ad Alberto Moravia) ha presentato a Milano, nel negozio Ralph Lauren, il suo libro Luna&Lola.

150 foto scattate in sei anni, tra New York e gli Hamptons, nei luoghi dove vive la fotografa con i suoi cani. Scatti come un diario di famiglia, tra gioie e dolori: Luna la golden infatti non c’è più, ed ora la piccola Lola ha un nuovo compagno biondo, Leo. Il 15% del ricavato della vendita del libro -disponibile in Italia solo presso Ralph Lauren- e di alcune immagini tratte dal percorso iconografico del volume, verrà devoluto al canile dell’ENPA di Monza.

(da Vogue.it del 15 ottobre)

ciao papi di Pippo e Tuna

12 settembre 2010
 

 

pippo&tuna_200Oggi è morto Pietro Calabrese, giornalista e direttore di tanti giornali importanti. Nell’ultimo anno, da che era malato, scriveva della malattia come fosse dell’ “amico Gino”, una cronaca drammatica ma lieve, da giornalista di razza (così dicono gli umani!) e scriveva anche una bellissima pagina tutti i sabati su Io Donna, traducendo i pensieri e le vicende di Pippo e Tuna, le storie degli umani visti dai loro occhi – di meticcio salvato e jackina viziata – sempre molto grati e amorosi con il loro papi. Questa è l’ultima loro storia scritta da papi, che ci aveva dato il permesso di saccheggiare  (la storia di Pippo è bellissima!): questa è la storia vera dell’oco di Segrate, innamorato felice.

Un abbraccio canino a Pippo e Tuna da Lou e Mina.

DIARIO DA CANI Le gioie (ochesche) della paternità

Dialoghi tra Pippo e Tuna tradotti in umanese da Pietro Calabrese

<< LE VACANZE SONO PROPRIO FINITE, anche per Pippo e Tuna, pronti a tornare sotto il grande acero di villa Borghese per rivedere i vecchi amici e raccontarsi le avventure d’agosto. «Ma prima» ci tiene a dire Pippo al suo papi «quella pettegola di mia sorella ha una storia da raccontare».

Ricordate l’oco maschio di Segrate che aveva perso la testa per la papera più bella del Canada e tanto aveva fatto e tanto aveva detto che era riuscito a sposarla (secondo il rito ochesco tradizionale), nonostante avesse già una moglie e un’amante? I due ochi, belli, tronfi e innamorati, si erano trasferiti dal parco di Segrate nel grande giardino di una signora che si era offerta di ospitarli.
«E lì, come c’era da aspettarsi, data l’indole dell’uno e dell’altra, si sono dati subito da fare» chiosa Pippo ridacchiando. «Sei sempre volgare» gli rinfaccia Tuna, e precisa: «Lì, in pace, e in quel giardino che il tramonto infiamma ogni giorno, l’oca bella è rimasta incinta e a Ferragosto ha dato alla luce tre magnifici paperetti». Due maschietti e una femminuccia. «La notizia» precisa Tuna a papi «me l’ha data la mia amica Stella Pende, e non si sa se era più elettrizzata lei o la madre. Mi ha telefonato addirittura dal Kenya, da Watamu, per dirmelo ». Di certo, pensa papi, di tutto il gruppo, oco compreso, la più emozionata sembrava Tuna. Ho sentito la voce di Pippo alle sue spalle: «In realtà è lei la più ochetta di tutti con quelle sue continue moine». L’età e la conseguente acquisita saggezza di papi gli hanno permesso di ignorare ogni parola.
Quello che invece non si può proprio ignorare è il profondo cambiamento caratteriale dell’oco maschio. È talmente evidente che si nota perfino nel modo di camminare: non si muove più paperando platealmente da destra a sinistra come prima, e non attacca più con improvvisi scatti del becco gli umani. Cammina lento e solenne, lui in testa e i tre paperetti dietro, si guarda intorno soddisfatto. Anche Pippo se n’è accorto: è finalmente un oco felice>>


Diario da cani di Pietro Calabrese, letto su IO DONNA del 11 settembre 2010.

Meticci irresistibili

21 agosto 2010
 

meticci

Dai Dialoghi tra Pippo e Tuna tradotti in umanese da Pietro Calabrese.

Ventotto zampe, nove cuori e due terrazze. È la grande storia d’amore tra i randagi e Carlo e Denise Lefebvre. Carlo è un ragazzo di sessant’anni ancora molto fascinoso che insegna Geografia politica ed economica all’Università di Roma, e quando invita gli amici a cena regala loro superbi piatti di pasta e una vista mozzafiato sulla città dalla terrazza di casa. La stessa vista, ma da un’altra terrazza, che si godono i trovatelli che negli anni ha raccolto per strada sottraendoli a un destino infame. Dice Pippo, che ha per lui un’ammirazione sconfinata: «È una vita che il professor Lefebvre (ndr, lo chiama così, ne ha troppo rispetto per dire semplicemente “Carlo”) non resiste al richiamo del cane meticcio abbandonato. Ne ha salvati dalla morte o dal canile non so quanti, li ha curati e amati fino alla fine». Tuna lo guarda con occhi incantati e sogna di incontrare Carlo prima o poi.

Per ora, nella terrazza di Carlo e Denise ci sono sette cani. La più anziana è Blacky, misura topo, trovata al Circeo che aveva un mese di vita circa e che ora è ultracentenaria perché ha compiuto 18 anni. La più giovane è Filù, sveglia come può essere una che somiglia a una volpe e che è nata a Napoli, dove è stata trovata da Denise. Poi c’è Gennarina, che viene da Nocera inferiore, con una zampa fratturata rubò il cuore a Carlo il giorno di San Gennaro. Nono, perché era il nono cane, allegrissimo e giocherellone. Pindaro, sembra un pantera feroce e invece è svenevole come pochi, trovato a Pescara. Brigida, tipico cane da camionista, stazza porcello, salvata a via dei Molini a Porto Ercole. E poi Quirino, incrocio tra San Bernardo e pastore bernese, formato gigante: era il giorno di San Quirino quando si materializzò tra le rovine di Ostia antica. Pippo vuole strafare: «Il professor Lefebvre mi ricorda quei versi della canzone di George Brassens: “Ci sarà sempre un cane abbandonato nel mondo che mi impedirà di essere felice”». Papi lo guarda sbalordito, Tuna è in trance per l’ammirazione.

Diario da cani di Pietro Calabrese, letto su IO DONNA del 5 giugno 2010.

pippo&tuna