Blog Bau

www.louandmi.com

 

cani e padroni

Meticci irresistibili

21 agosto 2010
 

meticci

Dai Dialoghi tra Pippo e Tuna tradotti in umanese da Pietro Calabrese.

Ventotto zampe, nove cuori e due terrazze. È la grande storia d’amore tra i randagi e Carlo e Denise Lefebvre. Carlo è un ragazzo di sessant’anni ancora molto fascinoso che insegna Geografia politica ed economica all’Università di Roma, e quando invita gli amici a cena regala loro superbi piatti di pasta e una vista mozzafiato sulla città dalla terrazza di casa. La stessa vista, ma da un’altra terrazza, che si godono i trovatelli che negli anni ha raccolto per strada sottraendoli a un destino infame. Dice Pippo, che ha per lui un’ammirazione sconfinata: «È una vita che il professor Lefebvre (ndr, lo chiama così, ne ha troppo rispetto per dire semplicemente “Carlo”) non resiste al richiamo del cane meticcio abbandonato. Ne ha salvati dalla morte o dal canile non so quanti, li ha curati e amati fino alla fine». Tuna lo guarda con occhi incantati e sogna di incontrare Carlo prima o poi.

Per ora, nella terrazza di Carlo e Denise ci sono sette cani. La più anziana è Blacky, misura topo, trovata al Circeo che aveva un mese di vita circa e che ora è ultracentenaria perché ha compiuto 18 anni. La più giovane è Filù, sveglia come può essere una che somiglia a una volpe e che è nata a Napoli, dove è stata trovata da Denise. Poi c’è Gennarina, che viene da Nocera inferiore, con una zampa fratturata rubò il cuore a Carlo il giorno di San Gennaro. Nono, perché era il nono cane, allegrissimo e giocherellone. Pindaro, sembra un pantera feroce e invece è svenevole come pochi, trovato a Pescara. Brigida, tipico cane da camionista, stazza porcello, salvata a via dei Molini a Porto Ercole. E poi Quirino, incrocio tra San Bernardo e pastore bernese, formato gigante: era il giorno di San Quirino quando si materializzò tra le rovine di Ostia antica. Pippo vuole strafare: «Il professor Lefebvre mi ricorda quei versi della canzone di George Brassens: “Ci sarà sempre un cane abbandonato nel mondo che mi impedirà di essere felice”». Papi lo guarda sbalordito, Tuna è in trance per l’ammirazione.

Diario da cani di Pietro Calabrese, letto su IO DONNA del 5 giugno 2010.

pippo&tuna

Affinità elettive

29 luglio 2010
 

Untitled1

Cani e padroni si assomigliano, non sempre come in questa pubblicità, però è vero che certe coppie sono sorprendenti. A volte è l’atteggiamento, il modo di muoversi che un cane assimila dal padrone, a far sì che si somiglino. Ora una ricerca dell’Università di Vienna ha scoperto che gli amici a quattro zampe sanno imitare alla perfezione i movimenti umani, utilizzando le zampe per rifare i gesti che gli uomini fanno con le mani e il muso per quelli con la bocca. Come a noi umani succede di imitare la gestualità della persona con cui stiamo parlando, così fanno i cani e il loro comportamento imitativo migliora in base alla capacità di interazione con i loro proprietari. La ricerca ha analizzato i comportamenti di dieci cani a cui era stato insegnato ad aprire delle porte scorrevoli usando testa e zampe in cambio di un premio (biscotto) imitando i gesti dei loro padroni.  «I cani sono portati a sperimentare la tendenza automatica all’imitazione mano/zampa - ha spiegato sul Daily Mail il dottor Friederike Range, biologo cognitivo autore dello studio austriaco - e i risultati dei nostri test forniscono la prima prova di imitazione nei cani, che sono animali speciali sia per quanto riguarda la storia dell’addomesticamento che per il grado di intensità della loro educazione evolutiva ed entrambi questi fattori possono aumentare la loro partecipazione alle attività umane.»

(da Corriere della Sera.it – Animali 28.7.2010)

Weekend dalla zia

27 luglio 2010
 

zia mame

Pet therapy a domicilio. Lo scorso weekend la mia mami è partita senza di me. Avrei dovuto andare al mare dai nonni e da mio cugino, lo stupido bracchetto, e io un po’ non lo sopporto perchè vuole sempre mangiare la mia pappa e se non mi sbrigo me la sbafa in un boccone. Però in compenso lui non è interessato ai gechi, mia grande passione, e allora lo perdono. Ma torniamo a noi. Giovedì sera vado a cena dalla zia Armi, che è triste e chiede alla mami se posso rimanere io a tenerle compagnia.

Addio mare. Rimango a Milano con un caldo bestiale e qui scopro la mia vera vocazione. Sono un mito di cagnolina terapista, ho un futuro assicurato, pet teraphy a domicilio! Per un intero fine settimana la zia non ha mai pianto, non ha preso le goccine, non si è abbandonata catatonica tra divano e letto. Sennò, a me chi avrebbe dato da mangiare e portato fuori? E poi io, che sono dolce, dolce, dolce, non l’ho mai lasciata sola. L’ho sempre seguita come un’ombra e ogni tanto le davo tanti bacini, ai piedi. Si, l’avrei baciata anche in faccia ma la zia è allergica e le vengono i ponfi. Ogni tanto me ne dimentico e allora vado vicino vicino e mi struscio un po’ ma lei mi scosta e poi si mette la pomata. Però mi fa le coccole. Sono proprio stata brava, venerdì siamo andate ad un appuntamento di lavoro e io mi sono comportata benissimo, ho ringhiato solo un pochino al tipo che ha visto, non lo conoscevo del resto, però lui è stato gentile. Al bar poi sono stata a cuccia e non ho disturbato. Poi siamo andate in un negozio e lì tutte le signore che c’erano mi hanno coccolato un sacco. Perchè dovete sapere che alla zia la depressione passa con lo shopping, ma adesso è squattrinata ed è più difficile spendere. Però la zia è un genio, se le inventa tutte: in quel negozio si fa ”swap” cioè si compera con delle stelline al posto dei soldi.

Sabato mi ha portato ai giardinetti la mattina presto, ma che afa, poi nel pomeriggio ho visto i gabbiani a Milano, eravamo su quella specie di fiume, il Naviglio. Ho provato a prenderne uno, a parte che è grande due volte me, ma sono veloci a scappare più dei piccioni. Domenica siamo andate al parco, ho giocato e mi sono divertita. Piaccio molto ai cani grossi. C’era un lupo che era uno schianto, ma quando esagerano io mi scoccio e ringhio, sono una cagnolina seria e poi… stavo lavorando! Anche senza guinzaglio non la perdevo mai di vista, non si sa mai, la zia Armi è un po’ fusa. Ma io le voglio bene assai, è la mia zia preferita. Quando alla sera è tornata mami a prendermi, io dormivo bella serena mentre la zia lavorava concentrata, morale non abbiamo nemmeno sentito il campanello della porta. Poi mami ha telefonato e noi niente; si è un po’ spaventata, ma poi quando è tornata le ho fatto tante feste e non si è arrabbiata.

Lunedì la zia aveva una faccia diversa, so che ha iniziato bene la settimana e la tristezza, grazie a me, lo posso dire, è passata. Quindi ricordate che un cagnolino dolce dolce, ma mi raccomando ben educato, sensibile, affettuoso è un terapista eccezionale, se volete qualche suggerimento scrivetemi.

Storia di Pippo e degli infami abbandoni

21 luglio 2010
 

Nero

Dai Dialoghi tra Pippo e Tuna tradotti in umanese da Pietro Calabrese la storia vera di Pippo. Uno tra i centomila cani abbandonati.

<<Già di natura, Pippo non è un giocherellone. È un giovane sfrontato e sarà un vecchio brontolone. Ma c’è un argomento sul quale non ammette il minimo scherzo: l’abbandono dei cani. Lui ne sa qualcosa. Quando il suo papi, cinque anni fa, l’ha trovato mezzo morto di fame e di stenti, era un cagnolino di pochi mesi che si reggeva a malapena in piedi.
«Uno dei gesti più feroci e vigliacchi che l’uomo può compiere nei confronti del suo amico più fedele» spiega a Tuna che lo ascolta con gli occhi lucidi e il pelo un poco tremolante.  «Il momento preciso dell’abbandono noi cani non lo avvertiamo mai. Non abbiamo nel nostro dna una cellula che lo prevede. È una di quelle cose che ci sembrano contro natura. Come possa un uomo prendere un cagnolino o un cane già adulto e lasciarlo in mezzo ai campi, come è accaduto a me, o sul ciglio di una strada, o peggio ancora sull’autostrada dove verrà falciato dalle macchine entro le prime ore dall’abbandono, ecco, questa è una cosa che non capirò mai».

S’è fatto silenzio nella Valle romana sotto l’ingresso del Giardino Zoologico. Tutti gli altri cani stanno a sentire Pippo “il mafioso” (è stato abbandonato in Sicilia) che parla e racconta. «A me il terrore è venuto dopo qualche ora, quando il sole stava calando e avevo fame e sentivo fruscii e rumori, alcuni conosciuti, altri del tutto nuovi. Stavo a metà di una collina, in contrada Rapputi, e a un certo punto ho visto cinque o sei randagi che venivano avanti frugando dappertutto. Avevano corpi asciutti, brutte facce, occhi crudeli e denti sempre in fuori. Mi sono spaventato e mi sono nascosto giù a valle, lontano dal grande contenitore di rifiuti dove avevo sperato di trovare qualcosa da mangiare. Per settimane ho avuto solo fame e paura, paura e fame. Poi è arrivato papi».

Papi approfitta di questa rubrica per ricordare che ogni anno in Italia vengono abbandonati al loro destino centomila cani, l’80 per cento dei quali durante i mesi di giugno, luglio e agosto. E non c’è azione più infame.>>

Diario da cani di Pietro Calabrese, letto su IO DONNA del 19 giugno.

pippo&tuna

Illustrazione Valeria Petrone. Foto Claudio Sforza.

In barca sul lago

6 luglio 2010
 

Canalis e Piero

Vacanze in barca: ecco un esempio di amici cani piccoli e fortunati. Sono Piero e Mia, i due pinscher di Elisabetta Canalis, assurti alle cronache internazionali da che mami si è fidanzata con George Clooney. Eli li ama pazzamente tanto che i gossip dicono che dormono tutti insieme, la star hollywoodiana, la velina, i pinscher. Viaggiano e seguono i padroni anche sul lavoro, pare abbiano lasciato tracce evidenti sul set di The American, il nuovo film con protagonista papi George. L’ultimo weekend l’hanno trascorso sul lago di Como, tra corse nel parco e gita in barca. Come dice qualcuno, ci vuol fortuna anche a nascere cani!

Piero e Mia












Foto Splash News

Cani in barca

29 giugno 2010
 

Ettore

E’ tempo di vacanze e anche noi quadrupedi ne abbiamo voglia! Non ci sono scuse per i cattivi padroni (gli scellerati che abbandonano i cani per strada) si può andare ormai quasi dappertutto, cercando alberghi e spiagge che ci accettano volentieri e, per chi ha la zampa marina, anche in crociera!  Per vacanze e weekend in Italia ci ha pensato l’agenzia aslowtravel. Silverio Scotti, dopo anni di navigazione con il suo fidato amico Strallo, ha deciso di far scoprire il mondo della vela a tutti i cani, piccoli e grandi, con Dogs on board. Vacanze in barca per cani e padroni felici, con tante crocchette e pesce sfilettato preparato solo per noi… cuccette comode dove dormire cullati dal mare. Quando si parte?

dog on boardStrallo e Silverio

per info: dogsonboard@gmail.com

Piccoli ospiti

10 giugno 2010
 

Lavinia

Varese, Centro Ippico Etrea, domenica 6 giugno. Lavinia e Gigio alla festa raduno Dr.Jack e Mr.Russell. Partecipanti: 605 bipedi e 295 quadrupedi!!

jackrussell1 jackrussell2

jackrussell3 jackrussell4

Buon anno bau…

7 gennaio 2010
 

Bau John

Bau John è il nuovo arrivato per augurare a tutti un meraviglioso 2010! E anche auguri alla sua mamy umana, che oggi è il suo compleanno!! Con i suoi piccoli occhi azzurri  B.J. inizia l’esplorazione, della casa e del mondo e degli altri animali. Benvenuto da Lou e Mina.

Liù. Biografia morale di un cane

18 dicembre 2009
 

LiùUna lettura  per le prossime vacanze. Come cambia la nostra vita quando inizia la convivenza con un cane? Questo racconta il libro di Berselli: l’esperienza del suo rapporto personale con il suo labrador Liù. Ripercorrendo le tappe classiche, dall’iniziale rifiuto all’inevitabile resa, l’autore racconta la sua avventura come una metamorfosi, ai suoi occhi stupefacente. E lo racconta da intellettuale qual’ è,  partendo dalla sua scoperta che il cane “non si comporta proprio come un animale”. È la «biografia morale» di un animale non immaginario ma esemplare  -la Liù è lì - che racconta come intelligenze diverse, umana e canina, cominciano a sfiorarsi. Ma proprio qui iniziano le sorprese. E sono sorprese filosofiche, dolori ideologici, dilemmi intellettuali.  Infatti, grazie allo stile ironico di Berselli, che senza pudore descrive la sua vita trasformata, tra vari scondinzolii e incidenti di percorso -vedi calza inghiottita e corsa dal veterninario abbandonando illustri ospiti- decollano le storie disincantate della nostra società, s’intrecciano avventure e disavventure di razze diverse ma molto italiane.

Autore: Edmondo Berselli

Editore: Mondadori

Anno: 2009

Prezzo: € 18,00

Un cucciolo per cura

8 novembre 2009
 

cucciolo_sforza

Pet therapy. Non si tratta solo dell’affetto incondizionato che tutti i padroni di cani conoscono, la Pet Therapy si affianca alla medicina tradizionale per curare diverse patologie, dall’autismo alla depressione. Già nel 1953 un neuropschiatra infantile, Boris Levinson, notò come alcuni dei propri pazienti, bambini con serie difficoltà di relazione e di comunicazione interpersonale, stabilissero con sorprendente facilità legami affettivi e cognitivi con il proprio cane. La presenza dell’animale aiutava il bambino ad abbassare le proprie barriere emotive, fornendo un interessante spunto di comunicazione tra paziente e terapista. Uno studio recente, svolto nella Casa per anziani di Senigallia e portato come caso all’ultimo congresso mondiale sulla salute e benessere animale Ihaio di Tokyo, è stato un successo: tre cani hanno vissuto nove mesi con pazienti del tutto apatici o malati di Alzheimer, che sono usciti dal loro isolamento. Esistono due tipologie di terapia: le AAA (Animal Assisted Activities) cani addestrati per l’assistenza quotidiana a portatori di handicap, come i ciechi; le AAT (Animal Assisted Therapies), sono delle cure destinate a migliorare la salute del paziente, spesso colpito da problemi cognitivi, psicologici, sociali e comportamentali. In Italia, tra le associazioni più conosciute per l’assistenza c’è l’AIUCA Associazione italiana cani d’assistenza, la scuola di interazione uomo-animale SIUA ha un approccio più zooantropologico, basato sulla reazione tra l’uomo e gli altri animali.

Foto Claudio Sforza