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Attenti al freddo cane!

6 febbraio 2012
 

Qualche consiglio utile per i nostri amici quadrupedi in queste giornate di freddo e neve.

Freddo: lo sbalzo termico, passando dalle case riscaldate all’esterno, può provocare problemi come disturbi gastrointenstinali (diarrea) o respiratori (bronchite) e nei cani anziani peggiorare l’artrosi. Per evitare problemi è meglio fare brevi uscite, possibilmente nelle ore meno fredde, camminando veloci. Quando la temperatura è sotto zero, è meglio non tenerli fuori per ore perchè soprattutto i piccoli rischiano il congelamento, ed in ogni caso per le passeggiate è utile un bel cappottino di lana, che mantiene la loro temperatura corporea. Per questo sono nati i cappottini di Lou&Mi !

Neve: anche se si divertono e quindi non se ne accorgono, le zampe sulla neve e sul ghiaccio possono riportare piccole lacerazioni ai polpastrelli, dolorose e pericolose soprattutto camminando sul sale nelle strade cittadine. Per evitarle, meglio spalmare sui polpastrelli della crema o il grasso di foca, quello che si usa per le scarpe.

Quando rientrate in casa pulite bene le zampe prima che se le lecchi da solo: insieme al sale ci possono essere sostanze tossiche, come l’antigelo delle auto, che è dolce ma velenoso! Non dimenticate di asciugare le zampe e sciogliere il ghiaccio, se con la neve si è formato sul pelo. Un bel asciugamano ed anche il phon sono necessari. E poi… una bella copertina calda nella cuccia o sul divano. E tante coccole calde.

Divorzi bestiali

27 gennaio 2012
 

Quando l’amore finisce ci va di mezzo anche Fido. Sempre di più, in caso di divorzio, le coppie che si rivolgono all’avvocato per contendersi l’animale di famiglia. In un articolo uscito su Repubblica leggiamo che nel 2011 sono aumentate del 6 per cento le richieste di consulenza per sapere come difendersi dall’ex coniuge che cerca di portarsi via il cane o il gatto: «Nonostante la crisi economica e i problemi a volte drammatici che le separazioni comportano, le persone spesso rinunciano alla formula consensuale perché non riescono a accordarsi sugli animali, che diventano l’oggetto sostitutivo dell’affetto che non c’è più» spiega Giulia Facchini, avvocato familiarista torinese. I dati sulle cause per l’affidamento degli animali di casa arrivano invece dall’ AIDAA, l’Associazione Italiana Difesa Animali, che ne ha affrontati 500: «Su quattro casi di richiesta di pareri, soltanto uno si è poi tradotto in atti legali – spiega l’associazione, che ora ha istituito uno sportello dedicato solo a questo problema, dove lavorano avvocati matrimonialisti – c’è chi contesta il titolo di proprietà dell’ex partner, che risulta ufficialmente proprietario dell’animale, e chi vuole che sia l’altro a pagare per il suo mantenimento e per le spese veterinarie. E non mancano i casi dove, proprio come avviene per i figli, l’animale è utilizzato come strumento per fare pressioni sul coniuge». Per la legge, cani e gatti sono più simili a un bene che a un essere vivente titolare di diritti affettivi. Ma intanto arrivano le prime sentenze destinate a fare giurisprudenza e, forse, a ispirare nuove decisioni del Parlamento, dove alcune proposte attendono da tempo, come quella avanzata dalla LAV che propone l’ingresso nel processo di “esperti di comportamento animale”. Il Tribunale di Foggia ha affidato ad un marito il cane di casa, nonostante all’anagrafe fosse registrato col nome della moglie: era l’uomo, si legge nella sentenza, a occuparsi più spesso del quattro zampe, mentre alla signora è rimasto il “diritto di visita”. A Cremona, nel 2008, è stata emessa la prima sentenza di affido condiviso, applicando a un cane le stesse norme utilizzate per i bambini e garantendo visite addirittura quotidiane al coniuge che in quel momento non aveva l’animale con sé.

(da Vera Schiavazzi/La Repubblica 23.1.2012)

Per info AIDAA: sportelloanimali@libero.it

 

Un concerto da cani

21 gennaio 2012
 

Un eccezionale concerto per il nuovo spot di Volkswagen, creato per l’appuntamento con il Super Bowl, la finale del campionato di football americano che è l’evento mediatico più seguito negli Stati Uniti. Il concerto canino si chiama The Bark Side e gli “orchestrali” sono cani -ovviamente bellissimi- che abbaiano sul tema della musica del film Guerre Stellari. Il motivo? Un ironico riferimento agli attacchi subiti dalla casa tedesca nei mesi scorsi da parte di Greenpeace che aveva utilizzato proprio il mondo di Guerre Stellari per attaccare le politiche ambientali della casa automobilistica tedesca. Ma Star Wars era già stato protagonista dello spot 2011 sempre per il Super Bowl: protagonista un bambino vestito da Dart Fener che cercava di utilizzare “la Forza” per spostare o accendere elettrodomestici e dispositivi vari.

 

Un attore di razza

18 gennaio 2012
 

E’ nata un’altra stella a quattro zampe nel firmamento di Hollywood: si chiama Uggie ed è protagonista del film The Artist pluripremiato ai Golden Globes, i premi che anticipano gli Oscar. Uggie è un Jack Russel di nove anni dalla vita travagliata: prima di diventare una star, viveva tranquillamente con una normale famiglia. Ma, causa il suo caratterino e dopo aver aggredito una capra, la famiglia lo spedì in canile. Fortuna volle che lo adottò proprio un addestratore, Omar von Muller, suo attuale proprietario. Che, scoprendo il suo talento, lo ha educato così bene da farne un attore. Uggie ha conquistato tutti sul red carpet, ma non è la prima volta: alla presentazione di The Artist all’ultimo Festival di Cannes si è aggiudicato il Palm Dog Award, premio cinofilo istituito sulla Croisette nel 2001 dal giornalista inglese Toby Rose che viene assegnato alla migliore performance di un cane attore.

Cani in ospedale

14 gennaio 2012
 

Una bella notizia, soprattutto per chi è costretto nel letto di un ospedale: il Tribunale di Varese ha finalmente riconosciuto l’importanza giuridica del rapporto affettivo con il proprio cane. Si tratta di una sentenza storica, che costituisce un importante precedente nel nostro paese, dove gli animali erano qualificati al pari di oggetti.

La pronuncia del giudice tutelare del Tribunale di Varese prende spunto dalla vicenda di una signora che, entrata in un centro di assistenza anziani vietato agli animali, ha affidato il proprio cane ad un’amica, chiedendo di mantenere un rapporto stabile con l’animale. La paziente aveva più volte domandato ai sanitari il permesso di far accedere l’amico a quattrozampe all’ospedale; permesso sempre rifiutato a causa di motivazioni “medico-sanitarie”. E’ risaputo che nessun animale può normalmente entrare, almeno fino ad ora, in un ospedale. Appellatasi al Tribunale, con una sentenza storica, alla donna è stato riconosciuto, il 7 dicembre scorso, il diritto a ricevere la visita del suo cagnolino.

Le motivazioni di tale concessione sono da ricercarsi nella tutela del diritto costituzionale di riconoscimento del valore del sentimento che unisce l’uomo al suo animale domestico.

Dalla sentenza: “…Il sentimento per gli animali costituisce un valore e un interesse a copertura costituzionale. In base all’evoluzione della coscienza sociale e dei costumi, il Parlamento abbia ritenuto che un tale sentimento costituisse oramai un interesse da trarsi dal tessuto connettivo della Charta Chartarum” continua affermando che la legge “ha riconosciuto che l’uomo ha l’obbligo morale di rispettare tutte le creature viventi, e in considerazione dei particolari vincoli esistenti tra l’uomo e gli animali da compagnia” ha “affermato l’importanza di tali animali a causa del contributo che essi forniscono alla qualità della vita e dunque il loro valore per la società”. 

Con il pronunciamento del giudice tutelare Giuseppe Buffone del Tribunale di Varese si è fatto un passo avanti nel riconoscimento giuridico del rapporto tra uomo e animale. Sul diritto soggettivo all’animale da compagnia si è occupata anche l’avvocato Marianna Sala, responsabile milanese della Lav, in un intervento pubblicato sul sito dell’associazione: IL RILIEVO COSTITUZIONALE DEL RAPPORTO UOMO-CANE.

Un cane non è un pacchetto

14 dicembre 2011
 

Le sorprese spesso sono pericolose, sia per un regalo inaspettato -o inadeguato- sia per un acquisto azzardato. Regalare un cucciolo a Natale deve essere una scelta ben ponderata: un cane non è un giocattolo, è un impegno per tutta la vita, la sua vita e un bel pezzo della nostra. Ma con l’arrivo di Babbo Natale c’è il rischio di cuccioli comprati come fossero peluche e a volte comprati come “occasioni”, cani di razza a prezzi di saldi. Truffe vere e proprie grazie all’allucinante traffico illecito, una rete criminale di allevatori e complici per un traffico di circa 400mila cuccioli all’anno (quelli che sopravvivono). L’acquisto responsabile è anche un freno al traffico illecito ed ai maltrattamenti.

La regola è quella di verificare sempre la riconoscibilità del venditore: «No agli acquisti online da persone estranee – raccomanda Cristina Avanzo, vicequestore del Corpo Forestale dello Stato, responsabile del Nirda (Nucleo investigativo reati in danno agli animali) - delle quali si conosce solo il numero di telefono. E guai agli scambi in autostrada, senza poter risalire all’allevamento e ai genitori dell’animale». E’ indispensabile, inoltre, richiedere subito la documentazione sanitaria che certifichi la corretta profilassi. Le cautele, però, non sono mai troppe: «Consiglio di tenere il cucciolo sotto controllo nei primi dieci giorni – suggerisce la responsabile del Nirda – e, se dovesse manifestare sintomi di malessere, di consultare il veterinario di fiducia. Spesso, gli esemplari di provenienza illegale sono imbottiti di antibiotici, ma non curati in modo adeguato».

Il paese leader del commercio fuorilegge è l’Ungheria, dove molti agricoltori si sono riconvertiti lucrando sullo spaccio di animali, con la complicità di veterinari corrotti. Le razze più gettonate sono chihuahua, carlino, pincher. In ascesa gli esemplari di taglie più grandi, come labrador e San Bernardo, che possono rivelarsi poco sicuri: «Se strappati alla madre prima dei due mesi – spiega la Avanzo – non sono ancora stati educati a mordere senza ferire. Lo fanno per gioco, tra fratelli, ma la mancanza d’imprinting materno può essere rischiosa». Tra gli esportatori di «batuffoli» sotto banco avanzano la Polonia e le ex repubbliche sovietiche, come la Slovenia. Il business, infatti, è fiorente: un cucciolo con documenti e microchip si vende a 50 euro, per schizzare a 400 su Internet e a 1.000 nei negozi (1.200 per quelli nazionalizzati). Circa il 40%, vuoi per lo svezzamento precoce vuoi per il viaggio estenuante, non sopravvive al trasporto.

I maltrattamenti, malgrado le sanzioni, non si fermano: «La legge numero 201 del 2010 – sottolinea il vice questore – punisce anche l’acquirente, se riceve un animale trafficato illegalmente». Le pene sono severe: reclusione da tre mesi a un anno e multa da 3mila a 15mila euro, con aggravante se il cucciolo è di età inferiore a 12 settimane. Vero che i sequestri sono in aumento, al ritmo di mille l’anno in tutta Italia, ma gli escamotage si fanno sempre più raffinati: «Se a svolgere i controlli su strada è la Guardia di Finanza – osserva la Avanzo – potrebbe non avere competenze specifiche». Altro tema spinoso è quello della cura e dell’affido dei cuccioli requisiti: «Prima di essere inseriti in un circuito familiare – ricorda la dirigente del Nirda – devono seguire la profilassi. A disporre l’affidamento è il magistrato, mentre noi verifichiamo che vi siano tutti i requisiti di legge, ovvero nessun precedente per maltrattamento». Una soluzione alternativa sono i canili: «Ospitano animali di tutte le età. Adottarne uno a Natale – esorta il vice questore – sarebbe un bel gesto, oltre a ridurre i costi per la collettività».

(da Maria Egizia Fiaschetti/Corriere della Sera 9.12.2011)

Viaggiare da cani

11 dicembre 2011
 

Viaggiare in treno sarà sempre più complicato: è entrato in vigore il nuovo orario invernale di Trenitalia da cui sono stati sospesi molti degli attuali convogli di classe Intercity su cui sono ammessi i gli animali domestici, senza restrizione di taglia. Su questi treni, Intercity e regionali, non sarà più possibile viaggiare con il cane a meno che non sia di piccola taglia, da poter viaggiare in un trasportino che misuri al massimo 70x50x30 centimetri. Un po’ come per salire in cabina dell’aereo, i cani dovranno mettersi a dieta o fingersi piccoli piccoli, perchè da una taglia media in su non potranno più viaggiare in treno. I proprietari di cani più grandi di un chihuahua o di un jack russell saranno obbligati a viaggiare in auto.

Una ricerca condotta dall’Enpa, immedesimandosi nell’utente che deve prenotare un viaggio di lunga percorrenza per sè e per il proprio amico a quattro zampe, denota come si sarà costretti a rassegnarsi a combinazioni improbabili, con più cambi e tempi molto più lunghi. «E’ una situazione non degna di un Paese civile – tuona Carla Rocchi, presidente dell’Enpa -. L’ad delle Fs, Mauro Moretti, si era personalmente impegnato con noi e con il precedente governo a garantire ai proprietari di animali la possibilità di viaggiare con Trenitalia. Forse si è rimangiato la parola. Le limitazioni già oggi in vigore sono penalizzanti per chi si muove con un cane al seguito; quello che accadrà tra qualche giorno sarà la violazione di un diritto fondamentale, la libertà di circolare sul territorio nazionale. Il regolamento va modificato. Se le cose non cambieranno siamo pronti a portare la questione fino alla Corte europea dei diritti dell’uomo».

 

 

Il silenzio e l’attesa

20 novembre 2011
 

L’attesa e il silenzio. Una galleria di ritratti di cani dolci e melanconici, di ogni razza e colore, aspettano tranquillamente i padroni nelle loro automobili. Il fotografo inglese Martin Usborne ha dedicato una mostra a questo tema ed al suo cane, lo schnauzer Moose, ritraendo i suoi soggetti nell’attesa e nel buio di un “metafisico” parcheggio. 

Calmi ma inquieti, chi sicuro della breve assenza del padrone, chi con la paura di essere abbandonato. Musi lunghi e annoiati, sguardi rassegnati. Da un ricordo d’infanzia del fotografo è nato il progetto: guardando un cane in una macchina davanti a un negozio, Martin si è ricordato della propria attesa di bambino, in auto da solo per pochi minuti -nel momento eterni- e di quel terrore provato nella non coscienza del tempo. Lo stesso sentimento trovato negli occhi di questi animali.

Mute: the Silence of Dogs in Cars di Martin Usborne.

www.martinusborne.com

 

Il lusso di essere un cane

29 ottobre 2011
 


Cani e gatti nel redditometro: come avere una Ferrari o chissà quale gioiello, un bene, appunto, di lusso che deve essere tassato. Ma gli  animali non sono un bene di consumo, di lusso o no, e probabilmente chi ha avuto questa bell’idea non ha mai avuto un animale in famiglia, non si è mai preso cura di un gattino trovato sotto l’auto (di lusso?) nè di un cane bisognoso di cure veterinarie. Siamo al surrealismo fiscale. E’ l’ennesima allucinazione del Fisco nazionale, un quadro visionario, degno della ribellione descritta nella Fattoria di George Orwell”. Lo dichiara Marco Melosi, presidente dell’ANMVI, l’associazione nazionale dei veterinari, dopo la presentazione all’Agenzia delle Entrate del nuovo redditometro sperimentale che include fra le sette categorie del redditometro anche le spese veterinarie.

Melosi ricorda che Per la tutela animale l’Italia vanta una legislazione che offre a questi ‘esseri senzienti’ le più alte garanzie di tutela penale. Si mobilitano ministri e parlamentari, si sprecano le affermazioni di principio, si scomoda persino il Patrono d’Italia. Ma è una ipocrisia. Il Governo italiano continua a lucrare sugli animali da compagnia, a considerare il cavallo un indicatore nel reddito, a ridurre le detrazioni sulle spese veterinarie per cani e gatti, ad aumentare le tasse portando l’Iva ai massimi livelli storici (21%) sul loro cibo e sulle cure mediche degli animali da compagnia, inclusi furetti, conigli e criceti che sempre più numerosi popolano le case degli italiani. (…) Per lo Stato italiano la capacità senziente degli animali è stata interpretata come capacità tributaria e di patire la peggiore vessazione fiscale di tutta Europa”.

Questo mentre il Parlamento Europeo incoraggia le misure veterinarie per combattere il randagismo; il Trattato di Lisbona considera gli animali esseri senzienti e la Commissione europea legifera in favore della sanità animale e finanzia il benessere animale. Sulla carta, ricorda l’Anmvi, lo Stato tutela gli animali di affezione al fine di tutelare la salute pubblica e l’ambiente (Legge 281/1991), codice penale, codice della strada e altre leggi regionali prevedono la tutela dell’essere animale. Ma chi paga per loro deve pagare di più. Se un sacco di “persone” si liberano degli animali perchè scomodi per andare in vacanza, figuriamoci se, oltre a pagare le spese veterinarie, devono pure pagarci una tassa in più. L’abbandono è assicurato.


Bellezza senza test

19 ottobre 2011
 


Tutte le associazioni animaliste europee unite nella campagna per l’abolizione dei test sugli animali: parliamo dei test cosmetici, per provare una crema e uno smalto, tanto per dire. Ma non si può fare in altri modi? Noi quadrupedi amiamo le nostre mami belle ma non per questo vogliamo che qualcuno di noi soffra come una cavia. La buona notizia è che i  test cosmetici potrebbero essere sperimentabili sulla pelle sintetica, in modo di evitare di agire contro i poveri ”animali di laboratorio”. Un gruppo di ricercatori sta studiando questa opportunità per evitare la crudeltà degli esperimenti. La cattiva notizia è che la data del 2013, fissata per porre fine a questi test, potrebbe essere ancora una volta rimandata.

Il 13 settembre la Commissione Europea ha presentato la relazione annuale sui metodi alternativi alla sperimentazione animale nel settore cosmetico al Parlamento Europeo e al Consiglio dell’Unione che dovranno decidere le sorti finali. Purtroppo sta prendendo in considerazione l’idea di rimandare l’entrata in vigore del divieto, nonostante l’opinione pubblica e le associazioni animaliste abbiano dimostrato di essere fermamente contrarie alle sperimentazioni sugli animali.

Negli ultimi anni sono stati molti gli sforzi economici, politici e scientifici per lo sviluppo di test sostitutivi all’uso di animali, i quali, oltre al vantaggio etico, sono anche migliori sotto il profilo scientifico e quindi anche più sicuri per i consumatori. Sul mercato sono già disponibili più di 20.000 ingredienti cruelty-free. Da questa disponibilità e dalle richieste avanzate dai cittadini nasce lo standard internazionale “stop ai test su animali” gestito in Italia dalla LAV e controllato da ICEA, che garantisce l’eticità dell’intera filiera di produzione. Per firmare contro i test e saperne di più: la campagna della LAV.