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Contro la tratta dei cuccioli

28 ottobre 2010
 


La LAV (Lega antivivisezione) festeggia il grande risultato della Legge approvata ieri che ha introdotto pene severe - la reclusione da tre mesi a un anno e la contestuale multa da 3.000 a 15.000 euro - per chi introduce illegalmente cani e gatti in Italia: un giro di vite contro trafficanti di cuccioli e maltrattatori di animali. “Un mercato illegale da 300 milioni di euro l’anno giocato sulla pelle dei quattrozampe e di ignare famiglie, sviluppatosi finora anche con gravi rischi sanitari in normali circuiti grazie a una rete di coperture, per la mancanza di una normativa efficace di contrasto” ha detto il Presidente della LAV Gianluca Felicetti. Il Parlamento ha finalmente dato il via libera alla convezione europea per la protezione degli animali da compagnia. Il documento era stato scritto a Strasburgo il 13 novembre 1987 ma ci sono voluti 23 anni per ratificarlo in Italia. La Camera, dopo quasi un anno di iter, ha approvato il provvedimento quasi all’unanimità. La tratta illegale dei cuccioli coinvolge circa 250mila animali (stima annuale) introdotti illegalmente in Italia, falsificando documenti, con un giro d’affari stimato in almeno 300 milioni di euro all’anno grazie a cuccioli venduti a prezzi finali che oscillano tra i 500 e i 1500 euro spesso “gonfiando” il prezzo all’origine anche fino a 20 volte. L’Italia, ma anche altri Paesi come Spagna e Francia, sono il punto d’arrivo di questo mercato illegale che ha origine dai Paesi dell’Est, dove gli animali vengono precocemente sottratti alle loro mamme costrette a continue gravidanze, sottoposti a lunghi e infernali viaggi. La Lav ha predisposto una mini-guida in cinque punti per spiegare cosa cambia nel concreto con la ratifica, da parte dell’Italia, della convenzione Ue sul benessere degli animali.

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