Tag Archives: Diario da cani

Dialoghi tradotti da Pietro Calabrese

Tutti al mare!

Finalmente è arrivata l’estate! Così lo scorso weekend mi hanno portato al mare, io adoro correre sulla spiaggia e giocare con le onde. Pur non avendo la zampa marina – si mi piace ma non mi tuffo –  trovo molto affascinante tutta quest’acqua che si muove… e poi correre per cercare di prenderla è un gran divertimento. L’unico problema -dell’estate- è che noi quadrupedi non è che possiamo correre dove vogliamo al mare, come d’inverno. Prima delle otto del mattino si può, se in famiglia c’è qualcuno che mi porta, tipo la nonna; però, se non è una spiaggia libera e poco affollata, poi mi cacciano perché non si può, dicono.  Molto più comodo allora trovare una bella spiaggia pet friendly, con tanto di ombrellone e lettino anche per noi. Qualcuna l’ho già trovata e scritta nel sito in vita da cani. Domenica scorsa ho scoperto i Bagni Margherita a Caorle e ho conosciuto un bellissimo beagle di nome Spritz. E come potete vedere il bracchetto se ne stava tranquillo -strano ma vero- sul suo lettino all’ombra, vicino ai suoi padroni. C’erano tanti cagnolini, felici e comodi, tutti molto educati. Qui però non mi lasciano correre, per quello sono andata al laghetto dei cigni. Che vita da cani.

 

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Il libro di Uggie

Non c’è pace per Uggie, non riesce proprio a ritirarsi dalle scene. Il suo padrone aveva annunciato che sarebbe andato “in pensione” -nel senso che non avrebbe più lavorato- invece la fama lo trattiene sulle passerelle ancora per un po’. Dopo aver lasciato le sue impronte come le star hollywoodiane sul marciapiede del Chinese Theatre a Los Angeles, Uggie, il Jack Russel diventato una celebrità con il film The Artist, Oscar 2012, ha scritto un libro di memorie. “Ho una sola speranza, che quando non ci sarò più mi ricorderete come un piccolo artista con un cuore grande“. Così scrive Uggie, o meglio chi ne interpreta gli abbai e trascrive la sua vita in quello che si annuncia un best-seller.

Nel libro appena uscito negli Stati Uniti, dal titolo Uggie, My Story, racconta tutta la sua vita ed anche le sue passioni per le attrici famose con cui ha lavorato. Una su tutte, la donna della sua vita a cui dedica il libro: Reese Witherspoon, sua partner nel film che segna la svolta verso la celebrità, Come l’acqua per gli elefanti (2011). Prima di allora Uggie era stato un umile attore-comparsa in tanti ruoli senza fama né gloria, tra film e video pubblicitari. Di quella lunga gavetta, gli rimane la modestia e l’amore per un lavoro ben fatto.

Non si è montato la testa neppure ora che è una celebrity, Uggie. In vista della tournée di presentazione del libro, i direttori di hotel a cinque stelle gli mandano a chiedere se ha esigenze particolari per i suoi soggiorni. La sua risposta è sempre la stessa: una ciotola d’acqua fresca, un’aiuola con l’erba, e un pezzo di filetto. L’affetto del suo padrone, Omar von Muller, è quello di sempre, da quando lo salvò dal canile: per questo, dopo il trionfo di The Artist, ha detto basta alla carriera cinematografica. Il veterinario aveva individuato nel jack russell i segni dello stress: la sindrome della “gamba che trema” non perdona. Così oggi Uggie è un pensionato d’oro, all’età di dieci anni che sarebbero settanta dei nostri. Ha dato l’addio alle scene con un cameo in The Campaign, film di satira sulla campagna elettorale Usa.

(da Repubblica.it/Federico Rampini/12.10.2012)

Photo: K: Djansezien/Getty Images

Cani in condominio

Vietato vietare! Una bellissima notizia per noi quadrupedi: il condominio non potrà più vietare la pacifica convivenza di cani e padroni nei condomini, appunto, e di conseguenza nemmeno vietare dell’uso dell’ascensore. Per i cani come me è una grande vittoria! I miei vicini volevano che salissi a piedi e mi guardavano storto… e sono pure molto piccola. Nelle case grandi come la mia, dove metà famiglie hanno un animale e l’altra metà no, succedono dei litigi assurdi con la scusa di rispettare le regole. Regolamenti di condominio scritti, suppongo, all’inizio del secolo scorso; il nostro citava: “vietato trasportare animali vivi in ascensore” (forse parlava di galline che bisognava tirargli il collo prima di arrivare in città o forse voleva che i padroni ci imbalsamassero. boh).

Lo ha stabilito la Camera dei Deputati con il voto di oggi approvando un’integrazione all’articolo 1138 del Codice Civile secondo la quale “le norme del Regolamento condominiale non possono vietare di possedere o detenere animali domestici”. L’Italia quindi adegua un’altra parte della propria legislazione ai principi contenuti nel Tratto Europeo che definisce gli animali esseri senzienti, e al Codice penale che punisce i loro maltrattamenti. Il nuovo articolo è stato approvato grazie alla presentazione, a inizio di questa Legislatura, nel 1998, della proposta di Legge della LAV per la riforma del Codice Civile.

Questo “vietato vietare” è un nuovo, concreto passo per porre fine a una discriminazione contro chi vive con animali domestici, una battaglia che per il diritto di proprietà sulle case aveva già visto schierarsi la Giurisprudenza, ma che vedeva ancora ben organizzata un vera e proprio animalofobia da condominio – ha detto Gianluca Felicetti, presidente della LAV – di fatto questo nuovo principio legislativo assicura anche la fine delle cause per il passaggio nelle scale e l’utilizzo degli ascensori da parte dei quattro zampe, una pace sociale che dovrà essere rispettata da tutti, senza alcun dubbio interpretativo”.  Sempre di più … I LOVE LAV !

 

Dogue:l'agenda del cane

Dogue, l’agenda del cane, si sta preparando per il 2012!

Metti la foto del tuo cane o del tuo gatto nelle pagine dell’agenda 2012: fai una foto e non aspettare ad inviarla, soprattutto se desideri che sia pubblicata in un giorno preciso, una data speciale. Oltre a presentare i nostri quadrupedi, l’agenda come sempre tratterà vari argomenti: da come scegliere i giochi a dove e come farli dormire, come intervenire in caso d’incidente, di allergie e d’intolleranze alimentari. Anche quest’anno questa iniziativa servirà per sostenere associazioni che hanno progetti concreti da sviluppare, per aiutare i più bisognosi.

Come fare? Manda la tua foto a info@louandmi.com e ti arriverà il modulo di prenotazione. Le foto devono arrivare ENTRO e non oltre il 30 ottobre e l’agenda sarà consegnata ai primi di dicembre.

Per ulteriori informazioni: www.notedog.it

Ruby, la jack russell


La cagnolina tedesca Ruby, la jackina famosissima in Germania per la sua rubrica sul quotidiano Bild, è morta ieri all’età di 17 anni. Il suo padrone, il giornalista Norbert Koerzdoerfer, l’aveva trovata cucciola abbandonata e subito aveva iniziato a scrivere una sua colonna che settimanalmente raccontava di giochi, avventure e dell’amore per il suo padrone, creando un rapporto con i lettori settimana dopo settimana per quasi due decenni della sua vita. Una storia d’amore tra cane e padrone che, dal 1994 ad oggi, ha attraversato i fatti della vita tedesca tanto da essere protagonista di ben cinque libri, a lei dedicati. Ruby ormai era malata ed era arrivata l’ora di lasciarla andare: con la pietosa iniezione, l’eutanasia permessa agli animali per evitare inutili sofferenze. ” Le immagini della felicità sono passate davnti ai miei occhi pieni di lacrime. Diciassette anni di felicità, di gioia, di fedeltà, di risate e di amicizia” ha scritto ieri il suo padrone, “Ruby è un’ombra che si aggira nell’ombra. E’ l’ora di lasciarla andare”. Ciao Ruby.

Regali di Natale/4

Ossi e biscossi. Che sarebbero i biscotti a forma di osso, per la gioia di ogni cane! Ci sono quelli profumati come le migliori caramelle che… profumano anche l’alito e i canini più agguerriti! YipYap sono i preferiti miei e di Mina, sono dei piccoli ossi-mentine. Poi ci sono quelli con le vitamine, per i cuccioli, o dietetici per i golosi e un po’ sovrappeso come Ugo. Per i più “eleganti” un regalo prezioso: una ciotola d’argento piena di bisc-ossi! Nelle collezioni Lou&Mi.

ciao papi di Pippo e Tuna

 

pippo&tuna_200Oggi è morto Pietro Calabrese, giornalista e direttore di tanti giornali importanti. Nell’ultimo anno, da che era malato, scriveva della malattia come fosse dell’ “amico Gino”, una cronaca drammatica ma lieve, da giornalista di razza (così dicono gli umani!) e scriveva anche una bellissima pagina tutti i sabati su Io Donna, traducendo i pensieri e le vicende di Pippo e Tuna, le storie degli umani visti dai loro occhi – di meticcio salvato e jackina viziata – sempre molto grati e amorosi con il loro papi. Questa è l’ultima loro storia scritta da papi, che ci aveva dato il permesso di saccheggiare  (la storia di Pippo è bellissima!): questa è la storia vera dell’oco di Segrate, innamorato felice.

Un abbraccio canino a Pippo e Tuna da Lou e Mina.

DIARIO DA CANI Le gioie (ochesche) della paternità

Dialoghi tra Pippo e Tuna tradotti in umanese da Pietro Calabrese

<< LE VACANZE SONO PROPRIO FINITE, anche per Pippo e Tuna, pronti a tornare sotto il grande acero di villa Borghese per rivedere i vecchi amici e raccontarsi le avventure d’agosto. «Ma prima» ci tiene a dire Pippo al suo papi «quella pettegola di mia sorella ha una storia da raccontare».

Ricordate l’oco maschio di Segrate che aveva perso la testa per la papera più bella del Canada e tanto aveva fatto e tanto aveva detto che era riuscito a sposarla (secondo il rito ochesco tradizionale), nonostante avesse già una moglie e un’amante? I due ochi, belli, tronfi e innamorati, si erano trasferiti dal parco di Segrate nel grande giardino di una signora che si era offerta di ospitarli.
«E lì, come c’era da aspettarsi, data l’indole dell’uno e dell’altra, si sono dati subito da fare» chiosa Pippo ridacchiando. «Sei sempre volgare» gli rinfaccia Tuna, e precisa: «Lì, in pace, e in quel giardino che il tramonto infiamma ogni giorno, l’oca bella è rimasta incinta e a Ferragosto ha dato alla luce tre magnifici paperetti». Due maschietti e una femminuccia. «La notizia» precisa Tuna a papi «me l’ha data la mia amica Stella Pende, e non si sa se era più elettrizzata lei o la madre. Mi ha telefonato addirittura dal Kenya, da Watamu, per dirmelo ». Di certo, pensa papi, di tutto il gruppo, oco compreso, la più emozionata sembrava Tuna. Ho sentito la voce di Pippo alle sue spalle: «In realtà è lei la più ochetta di tutti con quelle sue continue moine». L’età e la conseguente acquisita saggezza di papi gli hanno permesso di ignorare ogni parola.
Quello che invece non si può proprio ignorare è il profondo cambiamento caratteriale dell’oco maschio. È talmente evidente che si nota perfino nel modo di camminare: non si muove più paperando platealmente da destra a sinistra come prima, e non attacca più con improvvisi scatti del becco gli umani. Cammina lento e solenne, lui in testa e i tre paperetti dietro, si guarda intorno soddisfatto. Anche Pippo se n’è accorto: è finalmente un oco felice>>


Diario da cani di Pietro Calabrese, letto su IO DONNA del 11 settembre 2010.

Meticci irresistibili

meticci

Dai Dialoghi tra Pippo e Tuna tradotti in umanese da Pietro Calabrese.

Ventotto zampe, nove cuori e due terrazze. È la grande storia d’amore tra i randagi e Carlo e Denise Lefebvre. Carlo è un ragazzo di sessant’anni ancora molto fascinoso che insegna Geografia politica ed economica all’Università di Roma, e quando invita gli amici a cena regala loro superbi piatti di pasta e una vista mozzafiato sulla città dalla terrazza di casa. La stessa vista, ma da un’altra terrazza, che si godono i trovatelli che negli anni ha raccolto per strada sottraendoli a un destino infame. Dice Pippo, che ha per lui un’ammirazione sconfinata: «È una vita che il professor Lefebvre (ndr, lo chiama così, ne ha troppo rispetto per dire semplicemente “Carlo”) non resiste al richiamo del cane meticcio abbandonato. Ne ha salvati dalla morte o dal canile non so quanti, li ha curati e amati fino alla fine». Tuna lo guarda con occhi incantati e sogna di incontrare Carlo prima o poi.

Per ora, nella terrazza di Carlo e Denise ci sono sette cani. La più anziana è Blacky, misura topo, trovata al Circeo che aveva un mese di vita circa e che ora è ultracentenaria perché ha compiuto 18 anni. La più giovane è Filù, sveglia come può essere una che somiglia a una volpe e che è nata a Napoli, dove è stata trovata da Denise. Poi c’è Gennarina, che viene da Nocera inferiore, con una zampa fratturata rubò il cuore a Carlo il giorno di San Gennaro. Nono, perché era il nono cane, allegrissimo e giocherellone. Pindaro, sembra un pantera feroce e invece è svenevole come pochi, trovato a Pescara. Brigida, tipico cane da camionista, stazza porcello, salvata a via dei Molini a Porto Ercole. E poi Quirino, incrocio tra San Bernardo e pastore bernese, formato gigante: era il giorno di San Quirino quando si materializzò tra le rovine di Ostia antica. Pippo vuole strafare: «Il professor Lefebvre mi ricorda quei versi della canzone di George Brassens: “Ci sarà sempre un cane abbandonato nel mondo che mi impedirà di essere felice”». Papi lo guarda sbalordito, Tuna è in trance per l’ammirazione.

Diario da cani di Pietro Calabrese, letto su IO DONNA del 5 giugno 2010.

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Storia di Pippo e degli infami abbandoni

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Dai Dialoghi tra Pippo e Tuna tradotti in umanese da Pietro Calabrese la storia vera di Pippo. Uno tra i centomila cani abbandonati.

<<Già di natura, Pippo non è un giocherellone. È un giovane sfrontato e sarà un vecchio brontolone. Ma c’è un argomento sul quale non ammette il minimo scherzo: l’abbandono dei cani. Lui ne sa qualcosa. Quando il suo papi, cinque anni fa, l’ha trovato mezzo morto di fame e di stenti, era un cagnolino di pochi mesi che si reggeva a malapena in piedi.
«Uno dei gesti più feroci e vigliacchi che l’uomo può compiere nei confronti del suo amico più fedele» spiega a Tuna che lo ascolta con gli occhi lucidi e il pelo un poco tremolante.  «Il momento preciso dell’abbandono noi cani non lo avvertiamo mai. Non abbiamo nel nostro dna una cellula che lo prevede. È una di quelle cose che ci sembrano contro natura. Come possa un uomo prendere un cagnolino o un cane già adulto e lasciarlo in mezzo ai campi, come è accaduto a me, o sul ciglio di una strada, o peggio ancora sull’autostrada dove verrà falciato dalle macchine entro le prime ore dall’abbandono, ecco, questa è una cosa che non capirò mai».

S’è fatto silenzio nella Valle romana sotto l’ingresso del Giardino Zoologico. Tutti gli altri cani stanno a sentire Pippo “il mafioso” (è stato abbandonato in Sicilia) che parla e racconta. «A me il terrore è venuto dopo qualche ora, quando il sole stava calando e avevo fame e sentivo fruscii e rumori, alcuni conosciuti, altri del tutto nuovi. Stavo a metà di una collina, in contrada Rapputi, e a un certo punto ho visto cinque o sei randagi che venivano avanti frugando dappertutto. Avevano corpi asciutti, brutte facce, occhi crudeli e denti sempre in fuori. Mi sono spaventato e mi sono nascosto giù a valle, lontano dal grande contenitore di rifiuti dove avevo sperato di trovare qualcosa da mangiare. Per settimane ho avuto solo fame e paura, paura e fame. Poi è arrivato papi».

Papi approfitta di questa rubrica per ricordare che ogni anno in Italia vengono abbandonati al loro destino centomila cani, l’80 per cento dei quali durante i mesi di giugno, luglio e agosto. E non c’è azione più infame.>>

Diario da cani di Pietro Calabrese, letto su IO DONNA del 19 giugno.

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Illustrazione Valeria Petrone. Foto Claudio Sforza.