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Neville, il cane buono e bello di Marc

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Neville Jacobs si è ormai guadagnato il titolo di cane più famoso del fashion-system. Seguitissimo sui social per la sua vita super mondana e glamour, è così amato che ora esce addirittura il suo libro-biografia “I’m Marc’s dog”.

A parte lo sguardo da bel tenebroso e il fisico statuario tipico dei bull terrier, la sua fama è dovuta al fatto di essere “figlio d’arte” (suo papà è lo stilista Marc Jacobs). Così, le sue giornate trascorrono tra un set fotografico con super modelle e un party a Soho in suo onore -per l’uscita del libro- o tra i divani dello studio newyorchese e le spiagge rosa di Saint Barth.

Oltre che bello, Neville è anche buono: infatti i proventi delle vendite andranno ad una onlus voluta da papà Marc per i cani bisognosi.

 

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Flower Power: i cani salvati da adottare

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FLOWER POWER, PIT BULLS OF THE REVOLUTION è il progetto fotografico di Sophie Gamand, che ha iniziato questa serie nel 2014 per aiutare i pitbull abbandonati e destinati alla soppressione. Queste foto saranno esposte nell’ambito di PHOTOVILLE il festival fotografico giunto alla quinta edizione, al Brooklyn Bridge Park di New York.

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I cani fotografati sono stati duecentocinquanta, tutti pitbull che sono stati abbandonati e salvati in canile, alcuni già adottati ed altri in attesa di adozione. Negli Stati Uniti il fenomeno dell’eutanasia per i cani di questa razza è in continuo aumento, nell’ultimo anno si parla di un milione di cani soppressi. I pitbull fanno paura, è più difficile il loro reinserimento e di conseguenza l’adozione ed è per questo che Sophie Gamand li ritrae con sensibilità e un tocco d’ironia, per sottolineare la dolcezza dei loro sguardi e per mostrarli come dei cani “normali” spesso vittime di pregiudizi, oltre che vittime di traffici orrendi, a volte addestrati per uccidere. Li ha ritratti tutti con coroncine e copricapi di fiori, come delle acconciature, secondo i canoni tradizionali della fotografia ritrattistica d’ispirazione barocca.

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Flower Power at Photoville – photo Sophie Gamand

Brooklyn Bridge Plaza, N.Y. New York  - 21/25 settembre 2016

Bread and a dog, colazione da cani

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L’alimentazione del cane è un tema di grande attualità, molto importante per la salute dei nostri amici. Crocchette e scatolette o cucina casalinga? L’argomento è vasto, il cibo industriale altrettanto, parte da cozzaglia pressata -avanzi di “origine animale” con l’aggiunta di integratori chimici, per dirla male-  fino ad arrivare a prelibati bocconcini in gelatina, studiati anche per le diverse esigenze, età, peso, intolleranze e malattie. Le diete casalinghe studiate dai veterinari, come la BARF (Bones And Raw Food) e la Paleodog, dieta che parte dal cane dell’era paleolitica e si basa sui principi fondamentali della fisiologia canina adattandoli ad ogni singolo animale, iniziano ad avere molto seguito, cani e padroni si dicono molto soddisfatti.

Come scegliere? Al momento la Lou, che ha sempre gradito solo pesce, (qualche marca di qualità, ma molto di più il merluzzo bollito con il riso e qualche verdurina ad esser sinceri…) dicevamo, la Lou  ora si deve accontentare di cibo per problemi renali, per colpa dei danni lasciati dal morso di vipera. In attesa di approfondire e trovare la dieta perfetta (mamu deve ancora provarla e cucinarla) sogniamo colazioni impossibili come quelle che osserva Kipple, il cagnolino della food stylist giapponese Natsuko Kuwahara.

Per quattro anni, Natsuko ha fotografato Kipple, il suo dolce meticcio, sotto il tavolo della colazione. Occhi languidi e imploranti guardando ricette sfiziose preparate professionalmente dalla sua umana. Che ne ha fatto un libro dalle bellissime immagini, dal titolo BREAD AND A DOG.  Delle colazioni del piccolo Kipple, invece,  non si sa niente; aspettiamo un prossimo libro con foto di cane felice e satollo e magari qualche ricetta canina da sperimentare.

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Salviamo i cani neri

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I cani neri fanno paura, non c’è nessun motivo ma è un dato di fatto che i cani che non conosciamo, se sono grandi e neri, possono intimorire più di un loro fratello uguale ma dal manto bianco. Così succede che i rifugi dove finiscono abbandonati, e dove cercano poi di essere adottati, si ritrovano pieni di cagnoloni neri, tristissimi e buonissimi. E nessuno che li vuole.

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Questa Sindrome del Cane Nero – così è stata chiamata negli Stati Uniti – è diventata esponenziale, tanto da far allarmare i volontari della Humane Society of Utah. La fotografa Guinnevere Shuster, appassionata volontaria, ha pensato ad un modo per ritrarre in tutta la loro bellezza e “adottabilità” questi animali. Quindi ha scelto una serie di cani neri, piccoli e grandi, giovani e anziani, e li ha fotografati come dei modelli, con tanto di styling di collane di fiori colorati. L’ironia e la dolcezza di queste foto pare abbia già fatto adottare quasi tutti i cani dei ritratti. Anche il bellissimo Labrador di dieci anni che nessuno degnava mai di uno sguardo.


Bettina e i suoi cani

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Due mostre fotografiche, a Milano alla Galleria Sozzani prima e a Parigi alla Galleria Alaia dopo, hanno celebrato in questi mesi il fascino di Bettina, modella e icona indiscussa degli anni Cinquanta. Bettina è stata la musa dei grandi couturiers francesi Hubert de Givenchy e Jacques Fath, ritratta dai più importanti fotografi dell’epoca. Nel dopoguerra, Fath disegna una collezione di abiti che “solo lei può indossare con naturalezza ed eleganza”, creando un nuovo stile: nasce così il fenomeno Bettina e il suo nome diventa sinonimo di modernità ed eleganza. Un centinaio di foto raccontano lo stile e lo spirito della “mannequin” vista attraverso gli occhi di fotografi come Henri Cartier-Bresson, Erwin Blumenfeld, Irving Penn e Robert Doisneau. Dalle pagine di moda agli scatti per le vie di Parigi, in posa e passeggiando con i suoi cani.

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La compagnia dei cani

A Londra è stata inaugurata una bellissima mostra fotografica di ritratti dal titolo The Company of Dogs.

Celebrities, cani e padroni famosi accanto a quadrupedi meno fortunati -e in cerca di una famiglia adottiva- tutti fotografati da Gerrard Gethings per raccogliere fondi per l’associazione inglese Dogs Trust. Tutte le foto fanno parte dell’asta benefica per supportare Dog Trust: fino al 29 marzo è possibile vedere le foto nella galleria PetsPyjamas per fare un’offerta e poterle acquistare.

Nella foto in alto: Cecil, il Boston terrier, Luigi il carlino e Tinka il chihuahua.

Sotto: Gladys e Storm. (All by Gerrard Gethings)

 

 

 

DOGS GODS

Tim Flach è un fotografo inglese diventato famoso per i suoi ritratti e reportage con protagonisti gli animali. La sua passione, soprattutto nel ritratto dei cani, è cercare l’emozione e l’espressività che è “più umana che negli umani”.

In questo libro ci sono foto che assomigliano ai servizi di moda, per l’eleganza e alterità come per il levriero afgano. Altre colgono espressioni di tristezza e di curiosità, a volte anche di perplessità visto che non tutti amano farsi fotografare. Ma tutti sono di una bellezza straordinaria.

 

 

Autore: Tim Flach

Editore: Abrams

Anno: 2010

Prezzo: € 35,00

The Dog Issue

Ritratti d’autore per fortunati quadrupedi. I cani in questione hanno per umani, i loro padroni, importanti designer della moda e perciò -oltre ad essere particolarmente belli e curati- sono stati immortalati in posa come delle divinità. Un piedistallo di marmo e un accenno di natura, luci da set per grandi dive e… voilà!  Il fotografo francese Erwan Frotin ha realizzato una serie di ritratti per TheDogIssue: il numero dedicato alla vita da cani del magazine ManAboutTown. Normalmente una rivista di moda maschile, questo numero da collezione non è stato dedicato agli stilisti ma ai loro migliori amici pelosi.

Audrey, la jackina di Donatella Versace, sembra essere del tutto a suo agio sotto i flash. Una diva pronta allo scatto, è il caso di dirlo. Didine è il San Bernardo di Azzedine Alaia, che vive con una decina di animali tra cui un gufo. Anche lei convinta, chissà con che buon premio, a posare immobile come una statua.

Elliott Erwitt a Torino

A Torino, nella corte medievale di Palazzo Madama, fino al 1° settembre sono esposte 136 fotografie in bianco e nero, scelte fra quelle che hanno consacrato Elliott Erwitt come uno dei più grandi fotografi di fama mondiale. La mostra, una delle più grandi dedicate al maestro, è organizzata dalla casa editrice d’arte Silvana Editoriale in collaborazione con la storica agenzia fotografica Magnum, di cui Erwitt fu tra i massimi esponenti.

Membro di Magnum Photos dal 1953 – fu proprio Robert Capa, socio fondatore dell’agenzia, a invitarlo a farne parte – da oltre sessant’anni racconta la vita quotidiana e quella mondana con lucidità e arguzia. “Si tratta di reagire a ciò che si vede, senza preconcetti - afferma - si possono trovare immagini da fotografare ovunque, basta semplicemente notare le cose e la loro disposizione, interessarsi a ciò che ci circonda e occuparsi dell’umanità e della commedia umana“.

Le fotografie svelano la sottile ironia con cui Erwitt ha saputo cogliere le piccole contraddizioni del reale e lo humour con cui si è divertito a cogliere l’attimo, come negli scatti rubati di cani e padroni per le strade, da Parigi a New York. Molte delle sue immagini sono diventate storiche e sono impresse nella memoria collettiva, come quella del marinaio a Times Square o i ritratti della middle class americana negli anni Sessanta.

L’esposizione di Palazzo Madama rappresenta una delle più ricche restrospettive dedicate a Elliott Erwitt degli ultimi anni, e senza dubbio offre una visione della fotografia che ancora oggi ha molto da raccontare.

 

Fiori di qui, i cani più belli

Nella zona colpita dall’ultimo terremoto, tra danni e macerie c’è anche il canile di Finale Emilia con i suoi ospiti quadrupedi (che già appunto non se la passavano tanto bene… stavano in canile). Il vicino canile di Imola ha pensato agli amici a quattro zampe con una bellissima iniziativa: la realizzazione di un libro fotografico a colori intitolato ‘Fiori di qui’ (40 pagine, 21×21) in cui sono ritratti alcuni cani ospiti della struttura con l’intento di metterne in risalto la bellezza e la dolcezza, per promuoverne l’adozione. CoALA, la cooperativa che gestisce il canile di Imola, l’ha realizzato pensando anche all’aiuto al canile di Finale Emilia colpito dal terremoto. Accanto alle foto, un percorso di lettura con citazioni e riflessioni ispirate alla saggezza canina, e non solo.
L’offerta minima per ricevere il volume è di 15 euro. «Per una volta abbiamo potuto portare noi un aiuto e ci ha riempito di gioia poterlo fare – raccontano le operatrici del canile di Imola –. Le persone ci vedono sempre ‘chiedere’ un aiuto per il nostro canile, ma quando è possibile, cerchiamo anche di ‘dare’ a chi ha più bisogno di noi».

Per informazioni -e comprare subito il libro!- CoALA tel.0542.640485 coalaimola@hotmail.it