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Vita da animali metropolitani

pets.filmE’ uscito finalmente anche in Italia il film d’animazione PETS, titolo originale The Secret Life of Pets. Cosa fanno i nostri amici quadrupedi, quando li lasciamo da soli?

Quando gli umani escono, i cani ballano, si potrebbe dire. In effetti la vita newyorkese di questo gruppo di pets è molto animata, tra giochi e divertimenti: il gruppo capitanato dal jack russell Max si trova catapultato dal divano di casa in un vortice di avventure metropolitane.

Max vive tranquillo e felice a Manhattan con la sua padroncina Katie che lo ha adottato. Passa la giornata ad aspettarla e a chiedersi cosa farà lei fuori casa, in compagnia dei vicini di casa: cani, gatti, conigli, criceti e un pappagallo. Finchè una sera Katie porta a casa Duke, un enorme meticcio che ha salvato dal canile. L’inevitabile tensione trasforma il primo giorno in un disastro colossale. Max e Duke si ritrovano lontanissimi da casa, mentre i cani loro amici (tra cui Gidget, la cagnolina segretamente innamorata di lui) cercano di raggiungerli, e una banda di animali selvatici nascosti nelle fogne, capitanati da un folle coniglietto, vuole la loro pelle. Max e Duke si ritroveranno così costretti a collaborare e a diventare amici.

 

 

 

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Neville, il cane buono e bello di Marc

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Neville Jacobs si è ormai guadagnato il titolo di cane più famoso del fashion-system. Seguitissimo sui social per la sua vita super mondana e glamour, è così amato che ora esce addirittura il suo libro-biografia “I’m Marc’s dog”.

A parte lo sguardo da bel tenebroso e il fisico statuario tipico dei bull terrier, la sua fama è dovuta al fatto di essere “figlio d’arte” (suo papà è lo stilista Marc Jacobs). Così, le sue giornate trascorrono tra un set fotografico con super modelle e un party a Soho in suo onore -per l’uscita del libro- o tra i divani dello studio newyorchese e le spiagge rosa di Saint Barth.

Oltre che bello, Neville è anche buono: infatti i proventi delle vendite andranno ad una onlus voluta da papà Marc per i cani bisognosi.

 

Flower Power: i cani salvati da adottare

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FLOWER POWER, PIT BULLS OF THE REVOLUTION è il progetto fotografico di Sophie Gamand, che ha iniziato questa serie nel 2014 per aiutare i pitbull abbandonati e destinati alla soppressione. Queste foto saranno esposte nell’ambito di PHOTOVILLE il festival fotografico giunto alla quinta edizione, al Brooklyn Bridge Park di New York.

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I cani fotografati sono stati duecentocinquanta, tutti pitbull che sono stati abbandonati e salvati in canile, alcuni già adottati ed altri in attesa di adozione. Negli Stati Uniti il fenomeno dell’eutanasia per i cani di questa razza è in continuo aumento, nell’ultimo anno si parla di un milione di cani soppressi. I pitbull fanno paura, è più difficile il loro reinserimento e di conseguenza l’adozione ed è per questo che Sophie Gamand li ritrae con sensibilità e un tocco d’ironia, per sottolineare la dolcezza dei loro sguardi e per mostrarli come dei cani “normali” spesso vittime di pregiudizi, oltre che vittime di traffici orrendi, a volte addestrati per uccidere. Li ha ritratti tutti con coroncine e copricapi di fiori, come delle acconciature, secondo i canoni tradizionali della fotografia ritrattistica d’ispirazione barocca.

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Flower Power at Photoville – photo Sophie Gamand

Brooklyn Bridge Plaza, N.Y. New York  - 21/25 settembre 2016

Cuore di cane

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Heart of a Dog,  letteralmente Cuore di cane, è il film girato dall’artista Laurie Anderson  presentato all’ultima Mostra del Cinema di Venezia. Protagonista è Lolabelle, la cagnolina che è stata compagna di vita di Laurie e di Lou Reed, suo marito. Ed è attraverso i suoi occhi che il film racconta il senso della vita, partendo dal filo conduttore della perdita, dai ricordi dei lutti personali, in un collage di immagini, filmati, disegni: la vita raccontata attraverso l’improvvisa mancanza di qualcuno o qualcosa.

Dallo sguardo della terrier Lolabelle scene di vita newyorchese post 11 settembre, come la passeggiata al parco minacciata dai falchi che simboleggia la paura subita, il terrore arrivato dal cielo, proprio dell’attacco alle torri del World Trade Center. Dalle memorie d’infanzia di Laurie Anderson alle grandi perdite, della madre, di Lolabelle e infine del marito, Lou Reed al quale è dedicato il film. Heart of a Dog è come un diario, un’opera concettuale bografica che racconta ed esplora temi universali come l’amore, la morte, la mancanza, l’immaginazione, con la voce della stessa Anderson narratrice.

Salviamo i cani neri

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I cani neri fanno paura, non c’è nessun motivo ma è un dato di fatto che i cani che non conosciamo, se sono grandi e neri, possono intimorire più di un loro fratello uguale ma dal manto bianco. Così succede che i rifugi dove finiscono abbandonati, e dove cercano poi di essere adottati, si ritrovano pieni di cagnoloni neri, tristissimi e buonissimi. E nessuno che li vuole.

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Questa Sindrome del Cane Nero – così è stata chiamata negli Stati Uniti – è diventata esponenziale, tanto da far allarmare i volontari della Humane Society of Utah. La fotografa Guinnevere Shuster, appassionata volontaria, ha pensato ad un modo per ritrarre in tutta la loro bellezza e “adottabilità” questi animali. Quindi ha scelto una serie di cani neri, piccoli e grandi, giovani e anziani, e li ha fotografati come dei modelli, con tanto di styling di collane di fiori colorati. L’ironia e la dolcezza di queste foto pare abbia già fatto adottare quasi tutti i cani dei ritratti. Anche il bellissimo Labrador di dieci anni che nessuno degnava mai di uno sguardo.


Bulli e bullterrier di moda

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Un testimonial eccellente si affaccia dalle pagine dei giornali di moda, un profilo importante come solo il muso di uno splendido bullterrier può essere, confermando così la tendenza alla ricerca di nuovi e insoliti “volti” della pubblicità e dell’immagine di moda. Lui è Neville, simpatico bullterrier con l’aria da bullo che, manco a dirlo, è già una star di magazine e social.

Paparazzato per le strade di New York o sulle spiagge di Saint Barth, Neville è avvezzo alla celebrità per via del suo amato genitore umano. Si perché il suo padrone è il fascinoso Marc Jacobs, stilista americano di grande successo, direttore artistico di Louis Vuitton e creatore di diverse linee che portano il suo nome. Per Neville è stato dunque un percorso naturale diventare modello e testimonial per la linea BOOKMARC di Marc Jacobs. Nessuna fatica, qualche coccola in più, e valore aggiunto per gli affari di famiglia.

Marc.Jacobs.cane.Neville.

Musi alla moda

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La moda, si sa, cerca sempre nuovi volti.  Modelle, attori, facce nuove… questa volta il testimonial scelto si chiama Toast, ha quattro zampe, un bellissimo pelo dai riflessi rossi (colore del momento a detta dei più importanti hair-stylist) ed è una star del web, con migliaia di fans su Instagram. La stilista neozelandese Karen Walker l’ha scelto per la nuova campagna pubblicitaria della sua linea di occhiali da sole (bellissimi) già amati e indossati da celebrities come Charlize Theron, Anne Hathaway e Rihanna.

Toast era un cane abbandonato,  salvato da un mega allevamento di cani di super razza del North Carolina, dove i cani non più utili o non venduti vengono scartati senza pietà. Toast, che è un King Cavalier Spaniel, è arrivato alla sua famiglia adottiva a New York, bellissimo ma un po’ malconcio. I denti non erano stati curati e li ha persi tutti!!! Da qui il suo caratteristico “sorriso” con la linguetta a penzoloni. La sua storia la racconta lui stesso nel suo blog TOASTMEETSWORLD.

Un abbaio di moda per Obama

Bark for Obama ovvero: Abbaia per Obama è il titolo dell’iniziativa lanciata da Anna Wintour, la famosa direttora di Vogue America, che ora detta la linea anche per la moda a quattro zampe. La Wintour (diventata famosissima fuori dal fashion-system grazie al film “Il Diavolo veste Prada”) lancia una nuova iniziativa per aiutare gli sforzi della campagna elettorale di Barack Obama. La linea comprende magliette per cani (!) firmate da Marc Jacobs. I gadget sono disponibili online su ‘Runway to Win’. Brava Anna, anche se -dobbiamo dirlo- la Wintour non è proprio animalista e dichiara che non rinuncerebbe mai alle sue pellicce. Si sarà forse accorta che i cagnolini e le loro pelliccette sono molto di moda, ma non alla Crudelia De Mon, cara Anna…

Nella foto, Bo il first-dog durante un volo in elicottero con la famiglia.

(Official White House Photo by Pete Souza)

Angeli con la coda

 

L’11 settembre 2001 arrivarono in trecento, di ogni razza e colore, con le loro squadre speciali -dalla Protezione Civile ai volontari arrivati da ogni dove- per annusare il più grande cratere che gli Stati Uniti avessero mai conosciuto. Per tre mesi cercarono tra le macerie; trovarono feriti, cadaveri e i loro resti. Un articolo di Vittorio Zucconi (La Repubblica di domenica 28 agosto) racconta la storia di Abby, una tra i trecento de Gli angeli con la coda nell’inferno di Ground Zero.

A New York, il prossimo 29 settembre si terrà una mostra fotografica, con i ritratti dei 15 cani sopravvissuti, bellissimi e anzianotti, fotografati da Charlotte Dumas, in vendita per beneficienza. Alla Clic Gallery Retrieved by Charlotte Dumas: A special sale to benefit The First Responder Alliance.

Nella foto in alto, Moxie: ha 13 anni e vive nel Massachussetts. Lavorò tra le macerie dell’11 settembre, recuperando sei corpi senza vita. Ora è in pensione. Nella foto sopra: Guinness: ha 14 anni e vive in California. Lavorò per dieci giorni a Ground Zero e, in seguito, anche in un’altra tragedia americana, quella dell’uragano Katrina.

Un night club per cani

New York è una città veramente pet friendly, ci sono hotel e ristoranti che riservano agli ospiti quadrupedi menù su misura e servizi a 5 stelle, negozi specializzati e dogsitter iper professionali. Ma mancava qualcosa. Mancava un locale notturno dove cagnolini e cagnoloni potessero divertirsi, e non restare a casa a soffrire di solitudine, mentre i loro padroni uscivano la sera. A colmare questa lacuna ci hanno pensato i fondatori del Fetch Club a Manhattan: hanno allestito uno spazio di 1200 metri quadri di un vero e proprio fitness center, per cani of course, con tapis roulant dotati di schermo al plasma, suite con room-service, idromassaggio, sauna, massaggi ayurvedici, studio fotografico e discoteca, per sgranchirsi le zampe. La musica? Ci pensa un d.j. che alterna musica lounge a disco dance.
Per gli iscritti al club, le serate sono a base di cocktail e biscottini ”canini” serviti su tavolini a forma di osso. Costo d’iscrizione annuale: 300 dollari, per i non soci l’ingresso giornaliero 45 $, servizi di bellezza e lezioni di educazione a parte. Se non ci credete guardate qui: